A Torino aggredita Daisy Osakue: «Volevano colpire una donna nera»

Daisy Osakue, torinese di 22 anni, figlia di genitori nigeriani: «Andrò fino in fondo». Ma per i carabinieri il razzismo non c’entra

Mauro Ravarino * • 31/7/2018 • Immigrati & Rifugiati, Osservatorio razzismo & discriminazioni • 312 Viste

«La situazione è già al limite, una persona dovrebbe essere libera di camminare la sera senza aver paura che qualcosa possa “volarle” in faccia. È stato un atto da codardi».

DAISY OSAKUE, torinese di 22 anni, figlia di genitori nigeriani, non sta né starà zitta. «Hanno preso la persona sbagliata, perché io andrò fino in fondo e spero che trovino presto i responsabili». Giovane promessa azzurra dell’atletica leggera (primatista nazionale under 23 del lancio del disco), Daisy è stata vittima, nella notte tra domenica e lunedì, di un’aggressione razzista a Moncalieri, mentre rincasava.

L’atleta è stata colpita da uova lanciate da un’auto in corsa a tutta velocità. «A mezzanotte e un quarto, tornavo a casa a piedi, dopo una visita a una persona di famiglia che si trova in ospedale e stavo attraversando sulle strisce pedonali, a Moncalieri dove vivo. Quando ho visto un’auto puntare verso di me, a bordo c’erano due ragazzi, ho accelerato l’andatura e sono corsa sul marciapiede, poco dopo ho sentito un forte dolore all’occhio. Ero stata colpita e mi sono accorta del liquido. Ero terrorizzata e ho urlato, perché pensavo fosse acido. Poi, sono stata soccorsa da alcuni passanti e mi sono tranquillizzata quando ho visto che si trattava di un uovo».

No, non siamo in Alabama, bensì a Moncalieri, nel circondario di Torino, profondo nord Italia. Fortunatamente, le sue condizioni fisiche sono meno gravi di quanto sembrassero inizialmente. «Non dovrò operarmi all’occhio: l’uovo lanciatomi questa notte ha provocato solo un’abrasione alla cornea con versamento di liquido sulla retina che guarirà con un po’ di cortisone. Ora sono molto più serena», ha detto all’uscita dall’ospedale oftalmico di Torino. Comunque, è pronta a partire per gli Europei di Atletica, che inizieranno il 6 agosto: «Cascasse il mondo, ma a Berlino vado assolutamente».

CORAGGIOSA, FORTE E LUCIDA Daisy, con la benda all’occhio sinistro, spiega: «L’hanno fatto apposta. Non volevano colpire me come Daisy, volevano colpire me come ragazza di colore. In quella zona ci sono diverse prostitute, mi avranno scambiata per una di loro. Mi era già capitato di essere vittima di episodi di razzismo, ma solo verbali. Quando però si passa all’azione, significa che si è superato un altro muro».

L’AUTO dalla quale sono state lanciate le uova, sarebbe stata già segnalata alle forze dell’ordine da alcuni residenti, che avevano assistito altre volte a scene analoghe. Per questo motivo i carabinieri, che indagano sull’accaduto, non propendono sul movente razziale, perché è il terzo episodio negli ultimi giorni e con bersagli sempre diversi. Non si può, però, minimizzare. Quello di Daisy Osakue è l’ultimo episodio di una lunga striscia di violenza e razzismo che quest’anno si è evoluta dal primo caso, quello di Macerata dello scorso 3 febbraio (quando Luca Traini ha ferito sei stranieri per «vendicare» Pamela Mastropietro) e che conta ben undici episodi nelle ultime sette settimane.

L’ATLETA dà indirettamente una lezione di civiltà al salvinismo dilagante: «Il razzismo è in tutto il mondo e se c’è un problema nella nazione, non capisco perché dare la colpa a questo o quell’altro. Ci sono buoni e cattivi ovunque e generalizzare su una minoranza è sbagliato. È la stessa cosa che faceva Hitler con gli ebrei: cosa successe poi?».

Daisy ha respirato sport sin da piccola: papà judoka, mamma giocatrice di pallamano. Prima di cimentarsi con l’atletica, ha iniziato con il tennis, per sei anni. Solo a 12 anni si è spostata sull’atletica, alla Sisport di Torino, sua città natale. La sua carriera agonistica è stata a lungo impostata sulle prove ad ostacoli, che le hanno regalato un titolo italiano cadette nel 2011. Nel tempo emergono, però, le sue attitudini da lanciatrice: nel peso e nel disco. Daisy cresce come atleta sotto l’ala dell’ex discobola azzurra Maria Marello. Nel gennaio 2017, si è anche trasferita alla Angelo State university, in Texas, dove studia criminologia, mostrando notevoli progressi sportivi fino alla migliore prestazione italiana under 23 nel disco: 57.49 metri ad Abilene, a marzo. Un limite portato, il 7 aprile 2018, a 59.72, record italiano promesse e quarta migliore prestazione di sempre tra le discobole italiane. A Berlino dimostrerà il suo talento: «Sono di colore, fiera delle mie origini, ma mi sento italianissima.

PER ARRIVARE A INDOSSARE la maglia azzurra si deve fare una gran fatica. Quelli, a cui non va giù che lo facciano atleti di colore parlano di solito dal divano». Osakue è anche iscritta ai Giovani Democratici del Pd, con i quali porta avanti la battaglia per lo ius soli. Resta convinta che l’Italia «non sia razzista, solo che certe volte fa sfogare il suo lato peggiore». Il consiglio comunale di Torino ha espresso solidarietà all’atleta. I consiglieri regionali di LeU hanno partecipato al presidio spontaneo antirazzista in piazza Castello.

* Fonte: Mauro Ravarino, IL MANIFESTO

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