Decreto dignità. Contro i voucher il sindacato in piazza: «Torna il caporalato»

Precariato. Il presidente della Repubblica ha firmato il «decreto dignità» e Flai Cgil, Fai, Cisl e Uila annunciano la mobilitazione contro i buoni lavoro

Roberto Ciccarelli • 13/7/2018 • Lavoro, economia & finanza, Sindacato • 76 Viste

«Non è accettabile pensare di ridurre la precarietà con norme ad hoc sul lavoro a tempo determinato e sul lavoro somministrato e, contemporaneamente, ampliare l’utilizzo dei voucher»

Mobilitazioni in tutto il paese e presidio della Camera dal 24 al 26 durante la discussione sul «decreto dignità». È durissima la reazione dei sindacati agroalimentari Flai Cgil, Fai, Cisl e Uila-Uil che definiscono il ripristino dei voucher in agricoltura «inaccettabile e incomprensibile rispetto a quelle che sono le motivazioni politiche che hanno portato alla emanazione del decreto dignità». Il segretario del Fai Cisl Onofrio Rota va oltre: il ritorno dei buoni lavoro in un settore dove il 90 per cento dell’occupazione è stagionale e a chiamata è una «legalizzazione del caporalato. Mi sembra di capire che Di Maio non sappia veramente di cosa si tratti, se si fosse degnato di incontrarci oggi avrebbe maggiore conoscenza delle gravi implicazioni che il voucher comporta per migliaia di lavoratori».

Ivana Galli della Flai-Cgil, Stefano Mantegazza della Uila, oltre a Rota, scrivono in una nota congiunta furibonda che gli emendamenti al testo discussi nell’iter parlamentare prefigurano «una ulteriore deregolamentazione a tutto danno dei lavoratori occupati nel settore». E delineano una critica generale alla battaglia simbolica contro la precarietà che il governo aveva timidamente intrapreso, per poi essere costretto a modificarne contenuti e significati: «Non è accettabile pensare di ridurre la precarietà con norme ad hoc sul lavoro a tempo determinato e sul lavoro somministrato e, contemporaneamente, ampliare l’utilizzo dei voucher rispetto a quanto già previsto oggi dalla normativa». Un passaggio che descrive il doppio passo di una politica che cerca un equilibrio moderato tra le istanze dei lavoratori e precari e quelle contrapposte degli imprenditori.

«Non siamo disponibili a tornare indietro» incalzano Rota, Galli e Mantegazza che ricordano l’intervento realizzato dal governo Gentiloni per evitare il referendum abrogativo sui voucher indetto dalla Cgil. Nella legge 96 del 2017 ha introdotto il «contratto di prestazioni occasionali» anche in agricoltura, e un «libretto» per le famiglie che hanno bisogno di colf o badanti. A parere dei sindacati il sistema telematico di gestione vigente ha permesso anche di «aumentare le giornate di lavoro dipendente retribuite regolarmente dalle aziende».
Contrarietà al ritorno dei voucher è stata espressa dalla segretaria generale Cisl Furlan secondo la quale nel settore ci sono già i contratti stagionali. Carmelo Barbagallo (Uil) la pensa diversamente: «La nostra posizione è che i voucher non dovevano essere aboliti completamente perché ciò ha creato un po’ di lavoro nero: dobbiamo rivedere i perimetri entro i quali si possono usare».

FONTE: Roberto Ciccarelli, IL MANIFESTO

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