Donne incinte in Olanda testate con il Viagra, muoiono undici bambini

La sperimentazione, cominciata nel 2015, era destinata aprotrarsi fino al 2020, coinvolgendo 350 donne

Gabriele Rizzardi * • 25/7/2018 • Salute & Politiche sanitarie • 347 Viste

L’allarme scatta in Olanda. Undici bambini sono morti dopo che le loro madri, mentre erano incinte, avevano assunto il Viagra nell’ambito di una ricerca universitaria secondo cui la pillola blu, usata contro la disfunzione erettile negli uomini, avrebbe rafforzato la placenta deformata e favorito la crescita dei feti. Il risultato è che le donne coinvolte nella sperimentazione farmaceutica «stanno ora vivendo con estrema ansia la propria gravidanza».

Come si legge sul britannico Guardian, la ricerca, condotta in 10 ospedali dei Paesi Bassi, ha coinvolto alcune future mamme che presentavano complicanze placentari e cui è stato somministrato, insieme ad altri farmaci, anche il sildenafil, meglio conosciuto come Viagra.
La famosa pillola blu ha la funzione fondamentale di dilatare i vasi sanguigni ed è utilizzata per combattere le disfunzioni erettili negli uomini e per chi soffre di pressione alta.
La sperimentazione, precedentemente condotta sui topi, aveva l’obiettivo di utilizzare questo farmaco per aumentare il flusso sanguignoattraverso la placenta, favorendo la crescita del bambino. Il test è stato però interrotto la scorsa settimana quando un comitato indipendente che sovrintendeva la ricerca ha scoperto che più bambini del previsto erano nati con problemi polmonari.Il sospetto è che l’innalzamento della pressione sanguigna indotta dalla pillola blu abbia avuto come effetto collaterale quello di portare troppo ossigeno nei polmoni dei piccoli, danneggiandoli in alcuni casi in modo irreparabile. In totale, a 93 donne è stato somministrato il farmaco come parte del processo, guidato dall’Amsterdam University Medical Centre. Al termine del trattamento, 17 bambini hanno sviluppato problemi ai polmoni e 11 sono morti. Altre 90 donne sono state monitorate come gruppo di controllo, somministrando loro un placebo: in questo caso solo 3 bambini hanno sviluppato problemi ai polmoni e nessuno è morto. Tra 10 e 15 donne sono in attesa di scoprire se il loro bambino sia stato colpito dal farmaco. Una quindicina di donne devono ancora partorire e la loro preoccupazione è che i loro bimbi sviluppino problemi ai polmoni. I farmaci potrebbero infatti aver causato ipertensione nei polmoni. Un esperimento sbagliato? Niente fa pensare che la ricerca sia stata gestita male.
In un’intervista rilasciata al quotidiano olandese De Volkskrant, il direttore della ricerca, il ginecologo Wessel Ganzevoort, ammette comunque la sconfitta: «Volevamo provare che esiste un modo efficace per favorire la crescita del bambino. Ma è successo l’opposto. Sono scioccato. L’ultima cosa che vorremmo è fare del male ai pazienti». La sperimentazione, cominciata nel 2015, era destinata a protrarsi fino al 2020, coinvolgendo 350 donne.

* Fonte: Gabriele Rizzardi , LA REPUBBLICA

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