Il governo parte all’attacco di Boeri “Si deve dimettere”

Scontro sulle stime del decreto dignità. I grillini: “Inserite da una manina”. E per il Mef sono “discutibili”

Valentina Conte * • 16/7/2018 • Lavoro, economia & finanza, Politica & Istituzioni • 112 Viste

Salvini esce allo scoperto e chiede la testa del presidente dell’Inps che replica: “È negazionismo economico”

Scontro senza precedenti tra ministero dell’Economia, del Lavoro e vertice Inps. Con finale choc: la richiesta di dimissioni del presidente dell’Istituto di previdenza Tito Boeri, formalizzata dal vicepremier Matteo Salvini. Causa scatenante il decreto dignità, in vigore da sabato 14 luglio e atteso per oggi alla Camera. Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha preteso e ottenuto dall’omologo all’Economia Giovanni Tria di sconfessare pubblicamente Boeri, reo di aver inviato alla Ragioneria generale dello Stato – dietro precisa richiesta della stessa Ragioneria la tabellina che certifica l’effetto depressivo sull’occupazione del decreto, voluto invece da Di Maio per combattere la precarietà: 8 mila contratti a termine in meno all’anno, dal prossimo sino al 2028. Di Maio è convinto che una « manina » abbia inserito nottetempo questi dati, a sua insaputa. Boicottando così il decreto.

«Il ministro dell’Economia ritiene che le stime di fonte Inps siano prive di basi scientifiche e in quanto tali discutibili» , scrivono in un comunicato congiunto Di Maio e Tria. Una tesi inaudita. Che scatena la reazione altrettanto forte di Boeri. Il presidente Inps accusa il Tesoro di «negazionismo economico», rivendicando la bontà delle previsioni, persino « ottimistiche » vista l’inevitabile contrazione dei contratti dovuta all’aumento del loro costo. Seppur con « effetto trascurabile » su appena lo 0,05% dell’occupazione. « I dati non si fanno intimidire » , aggiunge. Ritenendo quella in corso una « campagna contro chi cerca di porre su basi oggettive il confronto pubblico » . Di più: «Un attacco senza precedenti alla credibilità di due istituzioni nevralgiche per la tenuta dei conti nel nostro Paese».
Il riferimento è all’Inps. Ma anche alla Ragioneria, travolta obtorto collo da questo tsunami politico- tecnico. Se il ministro dell’Economia valuta la stima Inps «priva di basi scientifiche», addirittura « discutibile » , cosa dire allora del ruolo della Ragioneria che l’ha certificata bollinandola e senza eccepire? Il Tesoro si smarca segnalando una clausola di stile inserita in fondo alla relazione tecnica firmata dal Ragioniere Daniele Franco l’11 luglio: all’Inps viene affidato il monitoraggio trimestrale delle maggiori spese e minori entrate legati alle norme sul lavoro precario, da comunicare ai dicasteri Lavoro-Economia.
Una classica postilla prudenziale – se derivano maggiori oneri il governo è obbligato a intervenire – che però non sembra sciogliere i dubbi sul ruolo della Ragioneria. Intanto perché, in base alla legge di contabilità, andava inserita nel decreto e non nella relazione. E poi perché non smentisce di una virgola le stime Inps, da cui tutti ora – Tesoro in primis prendono le distanze. Il Ragioniere di fatto ha firmato una relazione tecnica basata su stime «inaffidabili » per il ministro dell’Economia. E le ha pure coperte, con fondi ministeriali e un maggiore prelievo sui giochi, per 6 milioni quest’anno e quasi 61 il prossimo. Dal 2020 invece si attendono risparmi per circa 55 milioni all’anno. Effetto di una spesa ridotta per la Naspi, il sussidio di disoccupazione, proporzionata a contratti a termine che si accorciano.
« Il presidente dell’Inps continua a dire che la legge Fornero non si tocca, che gli immigrati ci servono perché ci pagano le pensioni, che questo decreto crea disoccupazione » , elenca Salvini. «Se non sei d’accordo con la linea politica di un governo ti dimetti». Il mandato di Boeri scade il 16 febbraio 2019. Ci arriverà?

* Fonte: LA REPUBBLICA

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