Rinnovo del contratto per edili e chimici, i primi con il nuovo modello

Relazioni Industriali. Rinnovo dopo 5 anni anche nel turismo (Confesercenti). «Aumenti oltre l’inflazione», superata la verifica ex post

Massimo Franchi * • 20/7/2018 • Lavoro, economia & finanza, Sindacato • 209 Viste

Il nuovo modello contrattuale varato lo scorso 9 marzo da sindacati confederali e Confindustria sembra avere effetti positivi. Ieri ben tre rinnovi: edilizia in mattinata e chimici in serata, senza dimenticare quello del turismo sottoscritto con Confesercenti.

IL PIÙ RILEVANTE numericamente è il contratto degli edili, quasi un milione di lavoratori. Il contratto, sottoscritto con Ance e Coop dai sindacati di categoria Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl prevede un aumento di 55 euro per l’«operaio comune» e di 71,50 per l’operaio specializzato, l’incremento di altri 2 euro del contributo obbligatorio per la previdenza complementare (Prevedi), un aumento totalmente a carico delle imprese sia delle aliquote per la sanità integrativa (0,35 per cento sulla massa salari) sia di quelle per il Fondo prepensionamento (+0,10 per cento, arrivando così allo 0,20).

L’ELEMENTO PIÙ INNOVATIVO del contratto però riguarda il versamento dello 0,10 per cento per la costituzione di un Fondo per incentivare l’occupazione giovanile quasi scomparsa dai cantieri italiani, zeppi di operai 60enni bloccati al lavoro dalla Fornero, per i quali nel contratto è previsto un Fondo per il prepensionamento.
«Un accordo che riconosce al contratto sia una funzione salariale certa sia una funzione di sostegno a forme di welfare integrativo di natura bilaterale. L’obiettivo raggiunto è stato quello di rimettere le Casse edili al centro di servizi a favore dei lavoratori, con costi gestionali e un’efficienza del sistema coerenti con la loro missione sociale», spiegano nella nota unitaria Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil.

«ABBIAMO PORTATO AVANTI una lunga mobilitazione con tanti scioperi per portare a casa un buon contratto», commenta il segretario generale Fillea Cgil Alessandro Genovesi. «Un contratto che è l’interpretazione autentica del nuovo modello del 9 marzo: salario fresco senza condizioni e verifiche e più alto del recupero dell’inflazione (5% contro il 4% di inflazione programmata) puntando sulle specificità del settore, innovazione su giovani e prepensionati, partecipazione rilanciando le casse edili. C’è anche una cosa nuova e di sinistra: le partite Iva avranno lo stesso trattamento salariale e potranno iscriversi alla casse edile».

IN SERATA È STATA RAGGIUNTA l’intesa anche per i chimici, storicamente innovatori in fatto di contratti. Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil con Federchimica e Farmindustria hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per oltre 176mila lavoratori.

IL CONTRATTO PREVEDE il superamento della fase di verifica degli scostamenti legata esclusivamente all’inflazione (prevista nell’accordo precedente e che aveva portato le imprese a chiedere indietro salario ai lavoratori) inserendo salario variabile legato agli scenari di settore. Il raggiungimento dell’intesa in tempi così brevi conferma le relazioni industriali del settore. «Con questo accordo abbiamo tutelato il potere d’acquisto dei lavoratori in un momento di bassa crescita sottraendolo alla sola misura dell’inflazione. Abbiamo posto le premesse per uno sviluppo concreto dell’economia. È un’intesa che rispecchia a pieno i contenuti dell’accordo interconfederale», dichiarano nella nota unitaria Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil.

L’AUMENTO SALARIALE CONSIDERATO con il nuovo strumento del Trattamento economico minimo (Tec) è di 129 euro. «Un aumento netto di 97 euro in 3 anni e mezzo, l’innovazione di un salario variabile che misura anche gli andamenti di settore, una nuova funzione dei responsabili alla sicurezza che vigileranno anche sulle imprese degli appalti», sintetizza Emilio Miceli, segretario generale della Filctem Cgil.

A BEN CINQUE ANNI dalla scadenza è stato siglato unitariamente da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs anche il rinnovo del contratto nazionale del turismo per le aziende aderenti a Confesercenti. Sottoscritti tre verbali di rinnovo (pubblici esercizi, alberghi e campeggi e agenzie di viaggio) e un protocollo aggiuntivo che motiva le ragioni: necessità di evitare ulteriori fenomeni di dumping fra le differenti discipline e di salvaguardare il «sistema Confesercenti». Gli aumenti sono di 88 euro da gennaio per i dipendenti di alberghi e agenzie di viaggio; 100 euro per i dipendenti di bar e ristoranti; nuovi diritti per i genitori, maggiori garanzie nei cambi di appalto.

* Fonte: Massimo Franchi, IL MANIFESTO

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