Ryanair, grande sciopero per un equo salario

Il personale navigante incrocia le braccia. Seicento voli cancellati in tutta Europa

il manifesto • 26/7/2018 • Lavoro, economia & finanza nel mondo • 205 Viste

Seicento voli sono stati cancellati a causa dello sciopero del personale navigante di Ryanair in Spagna, Portogallo, Belgio e Italia. La cancellazione dei voli ha interessato 100 mila passeggeri. È il più grande sciopero europeo della storia della compagnia irlandese che quest’anno compie 34 anni. Il personale ha presentato una piattaforma rivendicativa composta da 34 punti, a cominciare dalla richiesta di un «salario equo che rispecchi il lavoro che svolgiamo». Seguono le richieste sull’indennità di anzianità, turni prevedibili e compensazioni per i ritardi.

Centrotrentadue voli sono stati cancellati in Italia a causa dello sciopero indetto da Filt-Cgil e Uiltrasporti nell’ambito dello stop europeo. Ryanair ha precisato che «non pagherà compensazioni» ai clienti. Lo ha detto, in un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano belga La Libre Belgique, il direttore marketing della compagnia Kenny Jacobs. «Per noi – ha detto Jacobs – questo sciopero è una causa di forza maggiore perché abbiamo fatto tutto il possibile per evitarlo. Ci aspettiamo che qualche passeggero venga a reclamare rimborsi e siamo pronti ad andare in tribunale per far valere le nostre ragioni». «I passeggeri i cui voli sono stati cancellati hanno diritto a rimborsi, riprotezione, assistenza e in alcuni casi compensazione» ha sostenuto invece un portavoce della Commissione Europea. La decisione su eventuali compensazioni «va presa caso per caso e sotto il controllo delle autorità giudiziarie nazionali». In generale, se il ritardo va oltre le tre ore o c’è cancellazione (non annunciata due settimane prima) può scattare anche il diritto a un indennizzo a meno che ritardo o cancellazione non avvengano a cause di circostanze straordinarie. Ryanair sembra voler interpretare lo sciopero come una circostanza straordinaria, ma la Corte di Giustizia Ue, in un caso simile, non giudicò lo sciopero una circostanza straordinaria.

L’Enac ha avviato una verifica sulle cancellazioni nelle fasce orarie di garanzia, dalle ore 7 alle 10 e dalle ore 18 alle 21 e vuole capire e le cancellazioni siano realmente riconducibili allo sciopero in corso o siano state determinate da altre motivazioni.

* Fonte: IL MANIFESTO

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