Vertice di Helsinki. Intesa tra Trump e Putin, ma lontani sull’Iran

Il presidente russo convince l’americano: non c’è stata nessuna interferenza di Mosca nelle elezioni Usa. L’agenda dei russi e la confusione di Trump

Anna Maria Merlo * • 17/7/2018 • Internazionale • 167 Viste

Iran: Trump contro la “violenza” di Teheran vuole “aiutare Israele”. E Washington rifiuta le esenzioni per le società europee che commerciano con l’Iran. La contestazione al vertice

Donald Trump torna a casa da Helsinki con un pallone della Coppa del Mondo di calcio (“piacerà molto a mio figlio” Barron) e con nient’altro dopo l’incontro con Vladimir Putin, che molto a suo agio ha affermato che ormai “la guerra fredda è cosa del passato” e ha stilato la lista dei settori dove vuole instaurare “nuove relazioni” con gli Usa. Le reazioni negli Usa sono sprezzanti, l’Europa guarda con costernazione: due ore di tête-à-tête, un colloquio più lungo del previsto, seguito da un pranzo tardivo dove i due capi di stato erano accompagnati da sei persone ognuno, per arrivare soprattutto a negare che ci siano state interferenze russe nelle elezioni presidenziali statunitensi, l’inchiesta del procuratore Robert Mueller è una “caccia alle streghe truccata”, secondo Trump, che è solo servita ad avvelenare le relazioni tra Usa e Russia “mai peggiori di adesso”, per tutta colpa di Obama, dopo “anni di follia e stupidità”. Putin nega le interferenze, Trump trova la posizione del presidente russo “fortemente convincente” sul fatto che non ci sia stata “collusione” (smentendo il valore dell’inchiesta Usa) e accetta con favore la proposta russa di collaborare. Il presidente russo sostiene di non aver approfondito “le voci” che circolano e le accuse negli Usa verso 12 russi, promette che lo farà e che forse potranno addirittura venire interrogati, ma solo se “in cambio”, la Russia potrà interrogare degli americani sospettati di atti illegali. “Anch’io ero ufficiale dell’intelligence” dice e non nega mai di avere raccolto elementi che possono ricattare Trump: sta di fatto che sull’annessione della Crimea sembra che Trump non abbia avuto più nulla da ridire. Ma Trump è soddisfatto: “le relazioni non sono mai state cosi’ cattive, ma solo fino a 4 ore fa”, quando è cominciato l’incontro. Dagli Usa, Hillary Clinton fa una domanda a Trump: “sa in quale squadra gioca?”

Non c’era un’agenda precisa per l’incontro di Helsinki, anche se i russi avevano stilato una lista di questioni da affrontare: Siria, Ucraina, Corea, terrorismo. Un punto importante era la proliferazione nucleare, perché nel 2021 scade il trattato New Start del 2010 (che potrà essere prolungato per altri 5 anni) che prevede un tetto di 1550 testate nucleari a testa per i due paesi che “hanno il 90% di armi nucleari”, ha detto Trump e “questo non è bene”. Sul futuro della Siria, l’idea del presidente Usa è solo di “aiutare Israele”, mentre Putin, che ha in mano le carte su questo terreno e ha un piano preciso, ritiene che la “questione cruciale” siano i rifugiati, in Libano, Giordania, Turchia. La semplificazione di Trump sull’Iran non è piaciuta a Putin: per il presidente Usa il solo obiettivo è arginare il regime di Teheran e “la sua violenza”, mentre il leader russo sottolinea che esiste un trattato sul nucleare iraniano, che ha come vincolo di essere “sottoposto a controlli”. Trump sbriga la questione iraniana in una battuta, ma gli Usa sono all’offensiva contro i suoi principali “nemici”, l’Unione europea. E’ stata respinta ieri la richiesta dell’Unione europea di esenzioni per le proprie compagnie, in vista di garantire la possibilità di commerciare con l’Iran. Con una lettera a Bruxelles firmata dal segretario di stato, Mike Pompeo (che era a Helsinki) si afferma che gli Usa vogliono esercitare “il massimo di pressioni” sull’Iran e che, se eventualmente ci saranno esenzioni, riguarderanno solo società che operano con benefici per la sicurezza Usa. Degli europei Trump e Putin non hanno detto parola, anche se entrambi perseguono uno stesso obiettivo, che è quello di dividere e quindi indebolire l’Unione europea, partner scomodo per entrambi, sia dal punto di vista politico che commerciale. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, aveva mandato un messaggio ai due presidenti: attenti a non portare al “caos globale”. Per Tusk, l’affermazione di Trump sulla Ue “tra i principali nemici” degli Usa (prima di Russia e Cina, la dichiarazione è stata fatta dal presidente Usa prima di incontrare Putin e di soccombere al suo fascino) è solo “una fake news”. Trump ha detto a Putin che i media non hanno capito niente e “coperto male” il vertice Nato, che ha reso “più forte e più ricca” l’Alleanza. A far le spese della rabbia di Trump contro l’Europa nel fine settimana era stata Theresa May, che non ha ottenuto nessun impegno su un futuro accordo commerciale bilaterale Londra-Washington, ma solo l’ingiunzione a “denunciare la Ue” invece di negoziare il Brexit. Sul gas russo agli europei, Germania in testa, tanto criticato da Trump, il presidente Usa ha solo sottolineato che in questo campo Putin è un gran competitore”.

L’incontro Putin-Trump è stato accolto a Helsinki con numerose manifestazioni. In difesa della democrazia, contro Trump e i suoi attacchi ai diritti, anche all’aborto, contro Putin l’autocrata, che ha arrestato 4 Pussy Riot (tre donne e un uomo) che sono riusciti a invadere il campo per qualche secondo nella partita della finale Francia-Croazia. La protesta è arrivata anche dentro la sala stampa, dove è stato espulso un giornalista di The Nation, che chiedeva con un cartello il disarmo nucleare.

* Fonte: Anna Maria Merlo, IL MANIFESTO

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