Crollo in borsa per la Bayer dopo la condanna della Monsanto sul glifosato

Francoforte. Gli effetti della sentenza sul glifosato

Ruggero Scotti * • 14/8/2018 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Globalizzazione,sviluppo, multinazionali, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 425 Viste

Crollo in borsa a Francoforte del 10%, a chiusura della giornata di ieri, per la Bayer, dopo la sentenza della Corte della California sul glifosato che ha obbligato la Monsanto a pagare un risarcimento di 289 milioni di dollari ad un utente che si è ammalato di cancro. L’azienda tedesca ha bruciato quasi 9 miliardi di euro di capitalizzazione.

Gli analisti temono ora che il colosso di Leverkusen, che a giugno ha completato la fusione con la multinazionale di biotecnologie agrarie, possa ricorrere in appello rischiando di subire nuove condanne, e di conseguenza nuove perdite del titolo in borsa e altre fibrillazioni sull’intero mercato farmaceutico. L’acquisizione della Monsanto da parte di Bayer doveva rappresentare secondo i piani «una pietra miliare strategica per rafforzare il nostro portafoglio di aziende leader nel campo della salute e della nutrizione». Il colosso infatti rappresenta una delle tre multinazionali che detiene il 63% del mercato delle sementi e il 75% del mercato degli agrofarmaci, secondo le stime della Coldiretti.

Nonostante il nome della Monsanto sia stato cancellato dall’accordo con la Bayer, il suo fantasma continua a perseguitare i mercati. L’azienda americana aveva legato il suo nome ai prodotti a base di glifosato che erano stati la ragione per cui aveva raggiunto il monopolio agro-industriale. La diffusione di questi prodotti aveva reso più evidenti gli effetti del glifosato sulla salute delle persone.

Fino a quando il giardiniere DeWayne Lee Johnson, che quotidianamente aveva utilizzato per anni gli erbicidi della Monsanto, ha intentato una causa al colosso agroindustriale dopo aver contratto un tumore. La vittoria di Johnson è stata storica perché è la stata prima causa vinta sugli effetti cancerogeni del Roundup, il marchio con cui la Bayer-Monsanto distribuisce gli erbicidi a base di glifosato sul mercato.

Bisogna capire ora, dopo la sentenza della Corte della California e in particolare dopo il tonfo in borsa di ieri, quali cambiamenti ci potranno essere nella politica aziendale della Bayer che con l’acquisizione della Monsanto pensava di essersi accaparrata una gallina dalle uova d’oro. E quali ripercussioni ci potranno essere sulla distribuzione del glifosato, non solo negli Stati Uniti ma anche nell’Unione Europea.

Anche perché alla fine del 2017 la Commissione aveva garantito una proroga all’utilizzo del glifosato fino al 2022 nonostante 1,3 milioni di firme raccolte contro l’uso di questo composto chimico, dopo la diffusione dei Monsanto-papers, mail interne della Monsanto pubblicate dalla Corte di California che spiegavano come l’azienda otteneva valutazioni favorevoli dalle agenzie di regolamentazione.

Nel nostro Paese sulla questione si è espresso il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che ha chiesto uno stop al governo all’uso degli erbicidi. «In Toscana – ha affermato Rossi in un post lanciato domenica su Facebook – faremo subito un provvedimento per escludere dai premi del Piano di sviluppo rurale le aziende che facciano uso di glifosato».

* Fonte: Ruggero Scotti, IL MANIFESTO

photo: By Herzi Pinki [CC BY-SA 4.0 ], from Wikimedia Commons

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