Il 5Stelle Sibilia contro il sindaco Mimmo Lucano: «Zero fondi per Riace, è un business».

Lucano: «Venga a conoscerci prima di attaccarci». Pronta un’iniziativa con Ada Colau

Silvio Messinetti * • 8/8/2018 • Immigrati & Rifugiati • 1130 Viste

Cosenza. «Lucano è uno zero» aveva detto il ministro dell’interno Matteo Salvini a proposito del sindaco di Riace (Reggio Calabria). «Zero fondi per Riace» ha ribadito il suo vice Carlo Sibilia, ieri in visita in Calabria. Per il sottosegretario all’interno (il grillino noto per aver negato l’allunaggio e per aver proposto una legge per legalizzare «unioni tra specie diverse»), anche ciò che è stato costruito nel borgo jonico negli ultimi venti anni va catalogato alla voce business, a mera questione di affari ed interessi economici.«Abbiamo deciso di ridurre a zero la speculazione sull’accoglienza» ha aggiunto a margine di un incontro a Cosenza, in occasione dell’insediamento del nuovo prefetto. L’intemerata di Sibilia è l’ulteriore conferma che la linea sull’immigrazione del governo è univoca e i grillini si accodano fedelmente ai diktat di Salvini. «Per Riace non ci sono coperture e il nostro governo si è posto l’obiettivo di eliminare i finanziamenti a pioggia in tema di politiche migratorie». Il sottotesto è che «il modello Riace» è soltanto una mucca da mungere e un affare per far ingrassare qualcuno. Dunque, tolleranza zero anche sulle buone pratiche e un secco no alla costruzione dell’hotspot che sarebbe dovuto sorgere sullo Jonio cosentino, tra Corigliano Calabro e Rossano: «Non si farà più» ha annunciato il sottosegretario.

Una doccia fredda per il sindaco Mimmo Lucano, da una settimana in sciopero della fame, che al manifesto espone le sue preoccupazioni: «Che ne sarà ora degli ottanta minori che vivono qui?». Lucano si dice stupito e distrutto nell’animo. Non vorrebbe commentare l’attacco di Sibilia: «Un business? Davvero il sottosegretario pensa questo di Riace? Perché il sottosegretario non viene qui prima di parlare della nostra esperienza? In realtà i tanti migranti che vivono ormai da anni a Riace non se ne vogliono andar via malgrado siano due anni che non ricevono un soldo. Come fa a Sibilia a parlare di business se da così tanto tempo non riceviamo alcun finanziamento?».

Lui, intanto, Lucano, intanto, prosegue nella sua lotta nonviolenta, forte dell’appoggio della Rete dei mille comuni solidali, della sindaca di Barcellona Ada Colau, del sindaco di Napoli Luigi de Magistris (entrambi in visita sabato scorso a Riace), del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, del padre comboniano Alex Zanotelli, del sindacalista dei braccianti Usb Aboubakar Sohamoro, del vescovo di Locri Oliva, anche lui ieri a Riace per portare solidarietà al sindaco. In una interrogazione parlamentare presentata d’urgenza, il deputato Antonio Viscomi (Pd) si è rivolto a Salvini: «Se il ministro ha un pregiudizio ideologico sul modello Riace, venga a dirlo in aula, non si nasconda dietro paraventi burocratici».
Solidarietà anche da Rifondazione comunista che con il segretario nazionale, Maurizio Acerbo, denuncia «un blocco delle risorse inumano e immotivato che, sebbene figlio della deriva securitaria del Pd e di Minniti, colora di ulteriore vergogna questo governo grilloleghista che vuol chiudere una pagina di storia scritta con l’inchiostro della solidarietà e del riscatto, esempio virtuoso di accoglienza diffusa».

Tutti hanno promosso un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella «per ripristinare un modello di accoglienza e integrazione celebre in tutto il mondo». Che l’ondata sovranista pentaleghista rischia di travolgere in un solo colpo.

* Fonte: Silvio Messinetti, IL MANIFESTO

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