Indonesia, almeno 142 i morti nel terremoto a Lombok

Turisti bloccati dopo il terremoto

Gabriele Rizzardi * • 7/8/2018 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Internazionale • 547 Viste

«Un boato spaventoso ed interminabile. Mai sentita una cosa del genere, mi vengono i brividi solo a pensarci». La testimonianza dello sciabolatore livornese Aldo Montano, che dopo le fatiche del Mondiale in Cina aveva deciso di trascorrere qualche giorno di vacanza con la moglie alle isole Gili, rispecchia fedelmente lo stato d’animo delle migliaia di persone che si sono salvate dal terremoto di magnitudo 6,9 che due giorni fa ha colpito l’isola indonesiana di Lombok e causato la morte di almeno 142 persone e il ferimento di altre centinaia. Il bilancio delle vittime è destinato a salire. Le autorità hanno fatto evacuare tra 2000 e 2700 turisti dalle isole Gili mentre i soccorritori sono al lavoro per recuperare i superstiti tra le macerie di case, moschee e scuole. Circa 20 mila sono gli sfollati, che hanno lasciato le proprie abitazioni. Almeno 13 mila, gli edifici distrutti. Servono cibo e farmaci, mentre il panico sembra aver preso soprattutto i turisti, che sono bloccati nell’isola e non vedono l’ora di tornare a casa. La Farnesina fa sapere che «al momento» non ci sono italiani fra le vittime. I sopravvissuti raccontano sceneapocalittiche legate anche al blackout e alla disperata fuga al buio dopo l’allarme tsunami che, fortunatamente, è subito rientrato. I molti filmati pubblicati sui social mostrano centinaia di persone raggruppate sulle spiagge bianchissime in attesa disperata di lasciare il paradiso naturale che si è trasformato in un inferno (foto).

«Siamo bloccati in qualche migliaio su Gili Trawangan dopo il terremoto. Il villaggio è crollato quasi interamente, abbiamo passato la notte su una collina per il rischio tsunami e dall’alba aspettiamo i soccorsi indonesiani. Ci sono stati morti e feriti e il cibo è finito» racconta su Facebook Roberto Cinardi. Ma la maggior parte delle vittime si trova nella zona montagnosa nel nord di Lombok, lontano dai principali siti turistici a sud e a ovest dell’isola.Nel villaggio di Lading il terremoto ha raso al suolo una moschea di due piani dove la gente del posto stava pregando. I soccorritori non sono ancora stati in grado di recuperare le vittime. L’Agenzia Oxfam, che ha distribuito acqua potabile e tende, fa sapere che sono almeno 600 mila le persone colpite dal sisma, con l’80% della popolazione sfollata in 4 dei 5 distretti nell’isola di Lombok.
Molte persone risultano ancora disperse sotto il fango e le macerie delle migliaia di edifici crollati dopo il primo terremoto e le successive scosse.

* Fonte:Gabriele Rizzardi, LA REPUBBLICA

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