La Cina risponde agli Stati Uniti, fuoco incrociato di dazi al 25%

Asia. Secondo round della guerra commerciale tra i due paesi: Washington impone nuove restrizioni, Pechino risponde con la stessa moneta. E pensa di rivolgersi al Wto

Yurii Colombo * • 24/8/2018 • Lavoro, economia & finanza nel mondo • 232 Viste

Al via il secondo round della guerra commerciale che oppone ormai apertamente Cina e Stati uniti. Dopo i primi 34 miliardi di dazi reciproci scattati lo scorso luglio, ieri alla mezzanotte americana nuovi dazi Usa al 25% sull’import made in China sono entrati in vigore.

Si tratta una nuova tranche dei 50 miliardi totali di sanzioni volute dal presidente Trump. Simultaneamente è divenuta operativa la mossa speculare della Cina che ha imposto dazi su ben 300 prodotti americani, sempre nella misura del 25%.

Ma potremmo essere solo all’inizio di un conflitto di ben più ampie proporzioni: pende sul capo di Xi la possibilità di ulteriori dazi fino al 25% sull’import di beni made in China per 200 miliardi e altri interventi protezionistici fino a 500 miliardi (il valore complessivo dell’export cinese verso gli Usa).

Il governo cinese ha commentato la decisione americana riaffermando la sua «ferma opposizione» alle mosse Usa e per la difesa del «libero scambio e del multilateralismo». Pechino si riserva di agire a difesa dei suoi diritti non solo, se necessario, con azioni dirette, ma anche rivolgendosi al Wto.

* Fonte: Yurii Colombo, IL MANIFESTO

 

photo: By The White House from Washington, DC [Public domain], via Wikimedia Commons

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