Moncalieri, fermati gli aggressori di Daisy Osakue

Moncalieri, fermati gli aggressori di Daisy Osakue

TORINO. Grazie alla ricostruzione fornita da Daisy Osakue, i suoi aggressori sono stati identificati. Si tratta di tre giovani torinesi denunciati per lesioni e omissione di soccorso. Ricostruendo il percorso dell’auto, tramite l’acquisizione di alcuni «frame», gli inquirenti hanno individuato il numero di targa della Fiat Doblò, intestata al padre di uno di loro.

I tre, denunciati a piede libero, sono residenti rispettivamente a Vinovo, La Loggia e Moncalieri (tutti comuni della cintura di Torino). Avrebbero detto di aver agito per «goliardia». Ieri mattina, i carabinieri di Moncalieri sono andati a Vinovo a casa di uno dei ragazzi, il cui padre è proprietario della macchina. L’auto, parcheggiata sotto casa, aveva sulla fiancata destra evidenti residui di uova. Il proprietario del mezzo, Roberto De Pascali (consigliere comunale del Pd a Vinovo ed ex candidato a sindaco), è stato accompagnato in caserma dove ha spiegato che l’auto di sera veniva spesso usata dal figlio 19enne.

Poco dopo il ragazzo, assistito dal suo avvocato, ha ammesso tutto. Avrebbe confessato almeno sette lanci di uova «per gioco» negli ultimi due mesi. E ha fornito anche il nome di due amici che erano con lui, la sera tra il 29 e il 30 luglio, quando è stata colpita Daisy. Tutti hanno reso piena ammissione delle proprie responsabilità.

LE INDAGINI DEI CARABINIERI, coordinate dalla procura di Torino, sono partite dopo le prime dichiarazioni dell’atleta azzurra, primatista italiana under 23 del lancio del disco. Il veicolo era stato segnalato qualche giorno prima, in strada Genova di Moncalieri, da una persona che era stata vittima di un analogo lancio di uova, ma senza conseguenze.

«I miei assistiti sono ragazzi normali. Né loro, né i genitori hanno mai avuto problemi con la giustizia. Hanno realizzato le conseguenze del loro gesto, leggendo i giornali e guardando la tv al mare, dove sono andati dopo l’episodio», ha commentato l’avvocato Alessandro Marampon, che difende i tre giovani. «Si sono spaventati, hanno pensato anche di costituirsi, ma gli inquirenti li hanno preceduti. Ora, sperano che Daisy non abbia conseguenze, né fisiche né professionali, derivate dal loro gesto».

Daisy Osakue è iscritta, nella specialità lancio del disco, ai Campionati europei di atletica leggera che si svolgeranno la prossima settimana a Berlino, rischia però di dover rinunciare alla gara per i danni subiti alla cornea.

I FARMACI A BASE DI CORTISONE, che sta assumendo per curare la ferita all’occhio, potrebbero farla risultare positiva ai controlli antidoping. Questa mattina si sottoporrà a Roma agli esami medici che decideranno se potrà o meno partecipare agli Europei.

«L’hanno fatto apposta. Non volevano colpire me come Daisy, ma volevano colpire me come ragazza di colore», aveva affermato l’atleta dopo l’aggressione. Dichiarazioni che hanno mandato su tutte le furie il governo gialloverde e soprattutto il titolare del Viminale, Matteo Salvini, che, cogliendo al balzo la notizia che uno degli identificati è figlio di un consigliere dem, non ha perso tempo nel «rinfocolare» la sua bacheca facebook con un post al vetriolo. E, a margine della cerimonia di giuramento degli allievi vigili del fuoco, ha aggiunto: «Se verrà dimostrato che il razzismo non c’entra niente e che addirittura, come pare, il primo di questi cretini è il figlio di un consigliere comunale del Pd, c’è qualcuno che deve chiedere scusa e fare silenzio per il prossimo mese». E si rivolge a chi avrebbe «montato una cagnara di una settimana su Salvini, fascismo, nazismo, razzismo».

CHI, INVITA, INVECE a non strumentalizzare politicamente gli ultimi risvolti del caso è il sindaco di Vinovo, Gianfranco Guerrini, che nelle ultime elezioni ha sconfitto De Pascali: «Nessuno rinfaccerà al nostro consigliere l’accaduto. Quanto è successo esula da un discorso politico che sarebbe davvero poco edificante».

* Fonte: Mauro Ravarino, IL MANIFESTO



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