Al refererendum Ilva, un plebiscito operaio: quasi 9mila sì (92,82%)

Al refererendum Ilva, un plebiscito operaio: quasi 9mila sì (92,82%)

Anche i lavoratori dello stabilimento di Taranto hanno detto sì all’accordo che i sindacati metalmeccanici hanno raggiunto con ArcelorMittal lo scorso 6 settembre, con una percentuale plebiscitaria pari al 94%.

Su 10.805 aventi diritto, nel più grande siderurgico d’Europa nonché cuore produttivo del gruppo, hanno votato in 6.866, favorevoli 6.452 (94%), contrari 392 (5,7%), astenuti 12 (0,16%), nulle 10 (0,14%).

I sindacati di Taranto, soddisfatti per il risultato, hanno spiegato la bassa affluenza di votanti addebitandola al fatto che 3.500 lavoratori circa erano a casa per ferie o per cassa integrazione nei giorni in cui sono andate in corso le assemblee e le votazioni.

Anche i lavoratori degli altri stabilimenti del gruppo hanno approvato a stragrande maggioranza l’accordo sul futuro dell’Ilva: nello stabilimento di Cornigliano a Genova, i sì sono stati più del 90%.

Anche a Novi Ligure i favorevoli all’accordo hanno quasi raggiunto il 90%.

Più bassa l’approvazione nello stabilimento di Marghera (Venezia), dove i lavoratori che hanno votato sì sono stati il 63%.

Infine a Milano, dove ci sono gli uffici commerciali e manageriali, la percentuale di consenso ha raggiunto il 96%.
In definitiva, dal 10 al 13 settembre hanno votato complessivamente circa 8.894 lavoratori: i favorevoli sono stati il 92,82%. I contrari sono stati 596, pari al 6,70%, gli astenuti 43 pari allo 0,48%.

Grande soddisfazione per il risultato raggiunto da parte di Fim, Fiom e Uilm. «Dopo sei anni dal sequestro dell’area a caldo, 12 decreti “salva Ilva” e decine di scioperi, si chiude una delle vertenze più complesse del nostro Paese», dicono Fim, Fiom e Uilm.

L’intesa raggiunta, ricordano, «porta in dote 4,2 miliardi di investimenti per il rilancio del siderurgico, 1,25 miliardi industriali, 1,15 miliardi ambientali a cui si sommano 1,2 miliardi sequestrati ai Riva per le bonifiche e l’ambiente».

Risorse ingenti che per i sindacati serviranno «a rendere sicuro, sostenibile e competitivo il sito tarantino, con un’autorizzazione integrata ambientale tra le più restrittive d’Europa».

* Fonte: Gianmario Leone, IL MANIFESTO



Related Articles

Ex Ilva di Taranto. La procura rispegne Altoforno 2

Il provvedimento legato alla morte di un operaio nel 2015. Di Maio media ma l’azienda non recede dalla cassa integrazione

Diritto europeo e concorrenza: le violazioni della Bce

La #blockupy Frankfurt, la tre giorni di assedio alla Bce, organizzata dai movimenti europei e vietata dalle autorità  cittadine, ci impone una riflessione sul ruolo della Banca Centrale Europea e, in senso più ampio, del grado di democrazia operante oggi, ma direi sin dalla sua fase costitutiva, all’interno dell’Unione.

Il piano della minoranza pd “Il jobs act al Senato salterà” Renzi: “Ridurrò i no a 6-7”

Il premier: “Quando D’Alema parla io guadagno punti” Ma la battaglia sarà a Palazzo Madama sugli emendamenti

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment