Il vertice europeo su migranti e Brexit: cadono le maschere

Il vertice europeo su migranti e Brexit: cadono le maschere

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Sui migranti nessun passo avanti, ma ormai è difficile nascondere l’utilizzazione elettoralistica del tema

Nessuna decisione concreta alla conclusione del vertice informale della Ue a Salisburgo, ma alcune maschere cominciano a cadere sui due punti-chiave del summit: migranti e Brexit. Le elezioni europee si avvicinano, non è più il momento di tergiversare, tanto più che l’Ocse mette in guardia e avverte che l’Italia e la Brexit possono mettere a rischio la prosperità in Europa.

Migranti. Le destre si alleano anche con il diavolo, pur di coltivare le paure da sfruttare elettoralmente. L’ultima proposta della presidenza austriaca è un summit con la Lega Araba, da tenere al Cairo a febbraio, perché, secondo il primo ministro Sebastian Kurz, che governa con l’estrema destra, l’Egitto adesso è un modello: secondo l’ospite del vertice informale, che ha organizzato mercoledi’ sera una cena in un decoro degno della War Room del Dottor Stranamore, il regime di Al Sissi ha ridotto a zero le partenze (da 13mila nel 2016). Kurz è soprattutto preoccupato dei movimenti secondari e quindi se la prende con i paesi del sud, Italia in testa (ma ci sono riserve anche di Spagna e Grecia), che mettono in discussione la proposta della Commissione, che sembrava consensuale, di rinforzare Frontex e portare a 10mila i guardia-frontiere europei. “Attenzione” dice Giuseppe Conte, e getta la maschera: 10mila agenti, 50 navi quando basta una nave italiana per far fronte a un “barchino” con degli immigrati nelle acque Sar? Il problema “migranti” si sgonfia (Kurz ha ricordato che in Italia gli sbarchi sono diminuiti dell’80%). L’Italia si preoccupa dei “costi” e non vede l’”utilità pratica” di rafforzare Frontex, mentre vedrebbe con favore destinare questi fondi a un fondo per l’Africa. Per Conte il vero problema è di “invasione di sovranità”, del resto secondo lui tutti i paesi sono “gelosi custodi” della propria sovranità. L’Italia in effetti non vuole i controlli che potrebbero esercitare dei funzionari Ue, su cui invece spingono i paesi del nord, perché cosi’ verrebbe fatta chiarezza sui movimenti secondari, che li preoccupano. Conte ammette il calo degli sbarchi, ma non molla sull’”urgenza” della propaganda, ricordando i 568mila sbarcati negli ultimi 5 anni in Italia. L’ipotesi di far pagare i paesi che rifiutano di accogliere immigrati è stata solo evocata, ultima spiaggia del gruppo di Visegrad, ma non piace all’Italia.  Intanto, Conte continua a coltivare la confusione tra rifugiati e migranti: per il primo ministro italiano, quasi tutti chiedono asilo, ma poi solo il 7-10% avrebbe diritto di presentare la richiesta.

Brexit. Cadono le maschere anche sulla Brexit. Theresa May cercava appoggi, ma è uscita disfatta dal summit. Praticamente, c’è un ultimatum: trovare una soluzione sull’Irlanda per il Consiglio di ottobre, al massimo ci sarà un vertice dell’ultima chance a novembre. Senza accordo, sarà il “no deal”, la soluzione negativa per entrambe le parti, che per l’Ocse mette a rischio la prosperità in Europa. La proposta britannica messa a punto ai Chequers non funziona, spezza l’unità del mercato unico, hanno ripetuto Emmanuel Macron e Angela Merkel (il governo Tory ha proposto per l’Irlanda del Nord il mantenimento del mercato unico per i beni, ma non per i servizi e le persone, mentre hanno cercato di minimizzare gli effetti sulla Gran Bretagna della fine dell’unione doganale). May è sotto attacco a Londra, l’ala dura dei conservatori è pronta a scaricarla. A Salisburgo i partner Ue hanno praticamente tifato per  un prossimo governo Corbyn con l’idea nascosta (Malta e Repubblica ceca lo hanno evocato in modo esplicito) di un secondo referendum che cancelli la Brexit.

* Fonte:Anna Maria Merlo, IL MANIFESTO



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