Migranti. Aquarius: dopo la scaricabarile, arriva una soluzione europea

la nave sbarca a Malta i 58 migranti, che poi saranno ripartiti tra Francia (18), Germania (15), Spagna (15) e Portogallo (10), nel rispetto della legge del mare (porto sicuro più vicino) e della solidarietà europea, secondo l’Eliseo

Anna Maria Merlo * • 26/9/2018 • Europa, Immigrati & Rifugiati • 146 Viste

L’imbarcazione poi si dirigerà verso Marsiglia. L’immigrazione nello scontro delle elezioni europee

L’Aquarius 2 andrà a Malta mentre Francia, Spagna, Germania e Portogallo, accoglieranno i 58 migranti che si trovano a bordo della nave umanitaria, l’ultima ancora operativa nel Mediterraneo centrale. Dopo ventiquattr’ore dell’ennesima sceneggiata europea, è stata finalmente trovata una soluzione. «Una buona notizia per loro e per i paesi europei che hanno agito assieme», ha commentato Francis Vallat, presidente di Sos Méditerranée, che con Médecins sans frontières gestisce l’Aquarius. L’annuncio della Valletta è arrivato nel tardo pomeriggio, dopo che, qualche ora prima, Lisbona aveva comunicato l’accordo dei volontari europei, precisando che il Portogallo ospiterà dieci persone. La Francia ne accoglierà 18, mentre Germania e Spagna 15 ciascuno. L’Aquarius 2, che da venerdì è sotto la minaccia di perdere la bandiera panamense, ridotta così a una nave fantasma, per evitare di venire sequestrata getterà l’ancora al largo della Valletta e i migranti saranno trasbordati su un battello maltese e poi «immediatamente ripartiti» ha precisato il primo ministro Joseph Muscat. La nave poi si dirigerà verso Marsiglia, il suo porto di origine, dove spera di trovare una soluzione per la bandiera.

A bordo dell’Aquarius 2, la situazione è molto difficile – ha spiegato ieri mattina Médecins sans frontières – ci sono «onde di 4-5 metri, le condizioni di vita sono molto precarie, ci sono molte donne (17), una incinta», oltre a 18 minorenni, l’igiene è difficile, ci sono solo due docce, gli uomini dormono sul ponte, nell’umido, il cibo rimasto è in gran parte liofilizzato. Lunedì l’equipaggio della nave si era rivolto alla Francia, per chiedere «a titolo eccezionale» la possibilità di accostare a Marsiglia. Ma il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, si è dichiarato indisponibile: «Per il momento la Francia dice no, perché se vogliamo avere una politica migratoria coerente bisogna rispettare le regole: ci sono regole europee – ha spiegato – una nave di migranti deve accostare nella costa più vicina e oggi non è il porto di Marsiglia».

La sinistra in Francia ha ampiamente criticato il rifiuto francese, giudicando l’atteggiamento «irresponsabile». L’Eliseo ha risposto con un progetto per perennizzare la situazione, che prevede l’accostamento nel «porto più vicino», nel rispetto della convenzione di Amburgo del 1989 (anche per evitare rischi di navigazione) e «solidarietà» europea per l’accoglienza dei migranti. Emmanuel Macron, da New York, nel suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu, ha affermato che la «sola soluzione è una mobilità internazionale scelta e non subita», mentre bisogna «attaccarsi alle cause» delle migrazioni, «smantellare le reti di trafficanti, proteggere le frontiere in modo rispettoso», garantire «la protezione senza condizioni per il diritto d’asilo» e evocato un accordo internazionale che sarà firmato a Marrakesh a dicembre.

L’immigrazione è già argomento di lotta politica in vista delle elezioni europee del prossimo maggio. Lo scontro sarà tra «progressisti» e «nazionalisti», dicono all’Eliseo. Gestire «caso per caso» le crisi dei migranti «non è soddisfacente» e «nulla è soddisfacente» in queste situazioni, «i trafficanti, i no dell’Italia» (e anche di Malta, nel recente passato), «la mancanza di solidarietà». Ma «oggi – per l’Eliseo – esistono le basi per un approccio cooperativo». I flussi sono diminuiti dell’80%, «grazie all’azione europea» e non certo per i continui rifiuti di Salvini, visto che «l’Italia non vuole un meccanismo durevole perché (il governo attuale, ndr) vive della crisi». Il portavoce del governo francese, Benjamin Grivaux, ha insistito che è «attraverso la cooperazione con i partner europei che apporteremo le soluzioni, non cadiamo nella trappola che alcuni ci tendono».

Nel corso della giornata il mondo politico francese si è infiammato. Per Marine Le Pen, «no no e no, l’Aquarius non deve attraccare a Marsiglia, le elezioni europee saranno un referendum sull’immigrazione». Per Eric Ciotti dei Républicain, «nessun porto francese deve diventare Lampedusa». I Républicains hanno trovato la loro collocazione: «Noi siamo per l’Europa contro l’immigrazione, Macron è per l’Europa e per l’immigrazione, il Rassemblement national (ex Fn) è contro l’Europa e contro l’immigrazione». Jean-Luc Mélenchon, malgrado controverse prese di posizione sull’immigrazione nella France Insoumise in accordo con la tedesca Aufstehen (il movimneto sovranista interno alla Linke), si è scagliato contro «un’alleanza Macron-Salvini» sull’Aquarius. Il Ps ha soprattutto criticato lo scaricabarile europeo.

* Fonte: Anna Maria Merlo, IL MANIFESTO

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