Le lotte in Amazon pagano, aumenta il salario minimo per 350mila

Forza lavoro. Quindici dollari all’ora. Effetto delle lotte sindacali negli Usa e nel Regno Unito e della crescita. Bezos: «Lo facciano tutti»

Roberto Ciccarelli * • 3/10/2018 • Lavoro, economia & finanza nel mondo • 239 Viste

Amazon ha annunciato che alzerà il salario minimo dei suoi dipendenti a 15 dollari l’ora a partire dal prossimo mese. La misura riguarderà oltre 350 mila lavoratori, 250 mila dipendenti e 100 mila stagionali part time e a tempo determinato che assumerà nei periodi di picchi produttivi o durante i periodi di vacanza. I dipendenti che già percepivano 15 dollari l’ora avranno un incremento della busta paga. Amazon ha anche annunciato aumenti salariali minimi a 10.50 sterline a Londra e 9.50 sterline in tutta la Gran Bretagna. L’aumento interesserà 17 mila dipendenti Amazon e più di 20 mila lavoratori stagionali. Attualmente il salario medio per gli addetti alle vendite al dettaglio negli Stati Uniti è di 13,20 dollari all’ora. Per tutti i lavoratori al dettaglio, gli addetti alle vendite, i cassieri e i supervisori, il salario medio è di 18,85 dollari.

QUESTA DECISIONE arriva dopo anni di intensa conflittualità sindacale tanto nei paesi centrali dell’unicorno di Seattle, quanto anche in quelli periferici, medi e grandi, tra gli altri anche in Spagna, Germania e Polonia. In Gran Bretagna i sindacati hanno criticato duramente il modo in cui Amazon tratta i suoi lavoratori e il personale delle sue agenzie: «è come passare una vita in prigione». Nel corso degli ultimi tre anni sono state numerose le inchieste che hanno denunciato il «darwinismo» nel governo della forza lavoro. Proteste per il miglioramento delle condizioni di lavoro e per l’aumento dei salari.

Le ultime mobilitazioni sono avvenute in coincidenza con l’Amazon Prime Day del 16 luglio scorso. Sulla decisione può avere influito anche la mobilitazione dei lavoratori che ha interessato la catena alimentare Whole Foods, acquistata da nel 2017.

I lavoratori si sono auto-organizzati in sindacato. Scioperi e proteste si sono registrate, anche in Italia, nel settore della logistica e tra i conducenti a contratto che effettuano consegne dell’ultimo miglio.

L’OCCUPAZIONE è un problema politico pressante per Amazon. L’affermazione di questo colosso ha comportato il licenziamento di molti addetti in rivenditori come Toys «R» Us e Sears. Allo stesso tempo tra gli addetti alla logistica è stato registrato un boom occupazionale con bassi salari. Complessivamente Amazon impiega circa 575 mila dipendenti in tutto il mondo, solo nell’ultimo anno sono aumentati di oltre il 50%. La crescita riguarda anche la forza lavoro qualificata (tecnici e impiegati) che arrivano a guadagnare anche oltre 100 mila dollari.

NEGLI STATI UNITI la lotta per un salario minimo ha coinvolto anche l’industria dei fast-food dove si è diffusa la campagna «Fight for $15»: lottare per un salario minimo a 15 dollari per tutti, alzandolo dal livello stabilito nel 2009 a 7,25 dollari. In coincidenza con la notevole crescita economica che sta interessando da un triennio l’economia a stelle e strisce gli aumenti salariali sono stati decisi anche da altri colossi della logistica, della grande distribuzione e del settore retail. I supermercati Walmart li ha aumentati a 11 dollari all’ora. Lo stesso è avvenuto per Target (11 dollari, 15 entro il 2020). «Abbiamo ascoltato i nostri critici, abbiamo riflettuto a lungo su ciò che volevamo fare – ha commentato Bezos – Siamo entusiasti di questo cambiamento e incoraggiamo i nostri concorrenti e altri grandi datori di lavoro ad unirsi a noi». Amazon ha dato mandato ai suoi lobbisti di cercare il sostegno del Congresso per un aumento generalizzato.

IL SENATORE DEMOCRATICO, ex candidato alla Casa Bianca, Bernie Sanders ha lodato la decisione di Amazon. Sanders ha presentato il progetto di legge «Bezos Act» (Stop bad Employers by Zeroing Out Subsidies), un provvedimento per tassare le aziende che costringono i lavoratori a chiedere aiuti pubblici a causa dei salari bassi. Se passasse un simile provvedimento, Amazon sarebbe costretta a pagare molto di più dell’aumento salariale appena concesso.

Secondo alcune informazioni finanziarie in possesso di Sanders la paga mediana in Amazon sarebbe di 28.446 dollari. La metà dei suoi dipendenti guadagnerebbe meno. Amazon, che di solito non risponde alle critiche, nemmeno quando le avanza Trump con cui sembra avere un conto in sospeso, ha negato: la retribuzione media negli Stati Uniti sarebbe di 34.123 dollari.

* Fonte: Roberto Ciccarelli, IL MANIFESTO

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