Stati Uniti: preso il sospetto bombarolo, è un fanatico seguace di Trump

Stati uniti. Arrestato in Florida il 56enne Cesar Sayoc: bianco, repubblicano, ossessionato dall’odio per Soros. Nelle stesse ore il ritrovamento di altri tre pacchi esplosivi spediti dal «magabomber»

Marina Catucci * • 27/10/2018 • Internazionale • 392 Viste

NEW YORK. Task force di forze federali e locali di più Stati per arrestare in Florida, alle 10,30 del mattino di ieri, un 56 enne bianco, Cesar Sayoc, sospettato di essere l’autore dei 12 pacchetti bomba inviati ad altrettante entità, politiche e non, che si oppongono a Trump. Cinque ore dopo l’uomo è stato incriminato per 5 reati federali.

L’UOMO HA PRECEDENTI penali per piccoli reati dal 1991, il suo ultimo arresto risale al 2015 e i reati commessi includono furto, taccheggio, possesso di droga e frode. Nel 2002 era stato arrestato a Miami per aver minacciato di piazzare delle bombe con un impatto «più distruttivo del 9/11».

Sayoc è stato individuato grazie a tracce di dna lasciate sui pacchetti. Nato a New York, cresciuto a North Miami Beach con due sorelle, cacciato da casa da adolescente. Viveva in Florida, a Plantation, zona degradata all’interno della penisola, abitata dal sottoproletariato bianco dei white trash. È registrato nelle liste elettorali Usa come repubblicano.

Al momento dell’arresto è stato confiscato anche il suo furgone ricoperto di adesivi di Trump e Pence, inneggianti al Maga, o raffiguranti Hillary Clinton in un mirino di fucile
L’uomo sembrava avere problemi di soldi, la sua professione era un generico «manager», aveva presentato istanza di fallimento nel 2012 e possedeva una proprietà ipotecata nel 2009. Apparentemente viveva nel suo furgone e faceva la doccia nella palestra dove lavorava, come ha dichiarato alla Nbc un suo cugino che ha chiesto di rimanere anonimo.

SULLA SUA PAGINA FACEBOOK Sayoc aveva postato diversi messaggi a sostegno di Trump e molto aggressivi nei confronti dei democratici e specialmente di George Soros, il filantropo liberal che è stato preso di mira con uno dei pacchi bomba, e di Andrew Gillum, il candidato democratico afroamericano e liberal che corre come governatore della Florida.

Il cugino ha descritto Sayoc come «cane sciolto», una «anima perduta», estraneo alla sua famiglia; «Frequentava gli strip club da quando aveva 22 anni, quella era la sua vita – ha detto l’uomo – voleva essere un wrestler e per questo stava prendendo steroidi».

L’ARRESTO È IMBARAZZANTE per The Donald, che sembrava stesse per abbracciare la teoria cospirativa dell’estrema destra Usa secondo cui le bombe sono una campagna democratica per sabotare i repubblicani additandoli come violenti; «I repubblicani stanno andando bene nel voto anticipato e nei sondaggi – aveva twittato Trump poco prima dell’arresto – e ora accade questa cosa della bomba e il momento favorevole frena. Le news ora non parlano di politica. Molto spiacevole quello che sta succedendo. Repubblicani, uscite e andate a votare!».

Dopo l’arresto Trump ha dovuto cambiare registro, e durante l’intervento tenuto all’organizzazione conservatrice del Young Black Leadership Summit, dopo aver ringraziato l’’Fbi per il lavoro «incredibile e rapido», ha continuato: «Non consentiremo mai che la violenza politica si radichi in America e sono impegnato a fare tutto ciò che è in mio potere come presidente per fermarla, e per fermarla ora». Poco dopo però, nell’arco dello stesso evento, giá la solita retorica infiammatoria ha rifatto capolino indirizzata proprio a Soros.

L’ARRESTO DI SAYOC è arrivato poche ore dopo il ritrovamento di altri due pacchi bomba, uno in Florida diretto al senatore democratico Cory Booker, e l’altro a New York indirizzato all’ex capo della National Intelligence, James Clapper, presso la Cnn, dove Clapper è spesso ospite. Un altro pacco sospetto, il 13°, destinato al donatore democratico Tom Steyer, è stato trovato in California dopo l’arresto del sospetto magabomber.

* Fonte: Marina Catucci, IL MANIFESTO

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