Italia eccezione negativa nei bilanci dei paesi Ue

Unione Europea . La Commissione chiede chiarimenti anche a molti altri paesi. Francia, Spagna, Belgio e altri sono a “rischio di non rispetto” del Patto di stabilità. Ma su nessuno pesano minacce di sanzioni

Anna Maria Merlo * • 22/11/2018 • Europa, Lavoro, economia & finanza • 265 Viste

Uno Bullmann (S&D): la colpa è dell'”assurdo braccio di ferro” del governo italiano con la Commissione. L’Ocse prevede un rallentamento dell’economia mondiale. In Europa, rischi per Brexit e banche con troppi debiti sovrani

Il bilancio italiano non è il solo a non aver passato l’esame critico della Commissione ieri. Ma l’Italia è invece il solo paese ad essere sotto la minaccia di sanzioni, perché c’è il “rischio che il paese si affossi ciecamente nell’instabilità” ha precisato il vice-presidente Valdis Dombrovkis. Anche dei difensori di maggiore flessibilità e di una riforma profonda del Patto di stabilità sono estremamente critici. “La decisione della Commissione sul prossimo budget italiano – ha spiegato Udo Bullmann di S&D – è causata dal rifiuto del governo italiano di dialogare con la Commissione”. Bullmann parla di “assurdo braccio di ferro ispirato solo da calcoli politici miopi”.

Germania, Francia, Spagna, Bulgaria, Cipro, Croazia, Irlanda, Portogallo , Slovenia dovranno presentare degli approfondimenti per verificare che non portino a disequilibri macroeconomici. La Grecia e la Romania restano in allerta. Il Belgio ha ricevuto un avvertimento, come gli scorsi anni, perché troppo deficit puo’ far aumentare il debito che sfiora il 100% del pil. La Commissione contesta alla Spagna – che potrebbe non approvare il proprio bilancio 2019 a causa della crisi politica in corso – la promessa di deficit all’1,8% e considera che salirà al 2,1%.

Nel 2018, il governo di Pedro Sanchez ha accumulato un deficit del 2,7%, un mezzo punto in più rispetto agli impegni che erano stati presi dal predecessore Mariano Rajoy e sul paese pesa ora la minaccia di un aggiustamento per il 2020 (con uno sforzo di 8 miliardi). Ma solo sull’Italia pesa la minaccia di una procedura per deficit eccessivo, che la Commissione tra qualche settimana potrebbe chiedere di avviare e che l’Ecofin di fine gennaio potrebbe convalidare e far partire un meccanismo che porterà a sanzioni entro 3-6 mesi (la multa è pari allo 0,2% del pil, 3,5 miliardi). C’è la minaccia ancora più grave di una procedura per debito eccessivo, che comporta una stretta estrema, per ridurre l’indebitamento che supera il parametro del 60% del 20% l’anno per 5 anni.

Se l’Italia rifiuta, la procedura potrebbe arrivare fino all’esclusione del paese dall’euro e poi persino dalla Ue, ma per questa estremità ci vuole un voto all’unanimità. Mai la Commissione si era spinta cosi’ avanti. Nel periodo della crisi dei debiti sovrani, dal 2009 al 2012, 15 paesi sui 17 che allora erano nell’euro (ora sono 19) erano stati sottoposti a una procedura per eccesso di debito, ma non sono mai state imposte sanzioni. La Francia è stata in questa situazione dal 2009 a qualche mese fa. Ad aggravare la situazione ci sono le previsioni di un rallentamento dell’economia mondiale, che viaggia “in acque agitate”, ha detto ieri l’economista capo dell’Ocse, Laurence Boon, per “un’accumulazione di rischi”: la guerra commerciale Usa-Cina, la sterzata protezionista di Trump, il rallentamento cinese e, in Europa, le incognite del Brexit (ieri Theresa May era a Bruxelles in vista del vertice di domenica dei 27 per approvare il testo dell’accordo con Londra). Laurence Boon ha fatto allusione all’Italia e messo in guardia “contro l’esposizione di certe banche al debito sovrano”.

* Fonte: Anna Maria Merlo, IL MANIFESTO

 

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