«Vogliamo una trattativa vera», dopo 8 anni la Fiom incontra Fca

La segretaria delle tute blu Cgil Francesca Re David: «No ai tavoli separati con gli altri sindacati. Sono un vulnus democratico non più sopportabile»

Massimo Franchi * • 28/11/2018 • Lavoro, economia & finanza • 155 Viste

Il primo incontro tra Fca e Fiom sul piano industriale da otto anni a questa parte è certamente una novità. Così come il prossimo – argomento «il salario» – che si terrà il 6 dicembre (Fca aveva proposto il 13 quando si terrà il congresso Fiom). Ma per il resto l’apartheid in Fca continua e la possibilità che la Fiom firmi il nuovo contratto Fca sono assai basse.

Nella settimana che dovrebbe portare all’agognato annuncio dei nuovi modelli per gli stabilimenti italiani, è infatti iniziata ieri la trattativa per il rinnovo del Contratto collettivo di specifico di lavoro (Ccsl) per gli 80mila lavoratori di Fca e Cnh. Una trattativa ancora separata – di qua i «firmatari» Fim Cisl, Uilm, Ugl, Fismic, Quadri – e dall’altra Fiom e Usb a ricordo della frattura del «modello Marchionne» partito a Pomigliano nel 2010.

Se la mattina il confronto con i «firmatari» non ha riservato grandi sorprese – lo scoglio per un rinnovo scontato riguarda formazione e inquadramento – il pomeriggio qualcosa di storico è comunque avvenuto. Davanti al responsabile delle relazioni industriali di Fca Pietro De Biasi a discutere del nuovo piano industriale c’erano la segretaria generale Fiom Francesca Re David e il segretario nazionale Michele De Palma. «Per la prima volta dopo otto anni la Fiom incontra i vertici Fca sul piano industriale e questo ha un suo significato», sottolinea Re David.

Che però subito dopo precisa: «Noi vogliamo fare una trattativa vera, una trattativa di cortesia non ci interessa. Noi siamo la Fiom, rappresentiamo molto, anche dentro Fca e Cnh molto. Siamo disponibili a trattare, non a firmare per adesione gli accordi degli altri. I tavoli separati sono un vulnus democratico non più sopportabile», ha aggiunto Re David. «Prima si era partiti con le convocazioni in due giorni diversi e questo era ancora più inaccettabile, ora gli incontri sono stati ricondotti allo stesso giorno. Però è abbastanza grottesco che per dire le stesse cose, e questa volta parla l’azienda, si sia sentita la necessita di convocare due tavoli distinti».

Come per la presentazione separata delle piattaforme – quella Fiom è stata approvata col 96,3% da 23.675 partecipanti al voto – Re David si rivolge ai cugini di Corso Trieste. «Fim e Uilm fanno parte di due confederazioni, Cisl e Uil, che con la Cgil e la Confindustria hanno firmato un modello contrattuale che prevede che, anche se si è su posizioni diverse, con il 5% di rappresentanza si sta allo stesso tavolo contrattuale».

* Fonte: Massimo Franchi, IL MANIFESTO

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