Diritti Globali: sovranismo e guerra alle Ong, Mondo alla rovescia

Segio: ‘2018 anno di contraddizioni’. Venerdi’ 14 viene presentato a Roma il 16° rapporto   

ANSA • 10/12/2018 • Contenuti in copertina, Rapporto 2018 • 381 Viste

(ANSA) – ROMA, 9 DIC – L’anno del nazionalismo, delle spinte sovraniste, delle guerre commerciali e tecnologiche, dei calo degli arrivi dei migranti, ma non dei morti in mare, e dei porti chiusi. Una lettura del 2018 arriva dalla nuova edizione del Rapporto sui Diritti globali dal titolo ‘Un mondo alla rovescia’, realizzato dall’associazione Società INformazione, di Sergio Segio, promosso dalla Cgil e pubblicato da Ediesse, con l’adesione di numerose altre organizzazioni, che sarà presentato a Roma venerdì 14 dicembre alle ore 14 presso la Cgil nazionale. “È un mondo alla rovescia quello in cui i responsabili della crisi globale”, scrive Segio, “sono stati premiati”, in cui “alle grandi multinazionali della gig economy e delle piattaforme si consentono condizioni di favore”, “in cui si svuota la sanità pubblica”, “non si investe sulla cultura e sull’istruzione”, “dove l’infanzia non viene protetta, ma incarcerata e traumatizzata” come negli Usa di Trump, dove le Ong vengono “criminalizzate” come “taxisti del mare” e “vice-scafisti” e nel quale un sindaco come Mimmo Lucano a Riace viene arrestato. Il Rapporto, che prende in esame i processi connessi con la globalizzazione e le sue ricadute è articolato in capitoli tematici con una panoramica generale e con un focus di approfondimento sugli argomenti più rilevanti e attuali dell’anno. Il tutto corredato da cronologie dei fatti, dati statistici, riferimenti bibliografici e web. Parlando di immigrazione, si parte dalla constatazione che “il Mediterraneo è divenuto una fossa comune scavata nella e dalla democratica Europa, dove a fronte della diminuzione degli sbarchi rivendicata dal governo Conte-Salvini (ma prima da quello Gentiloni-Minniti), cresce la frequenza delle morti”: dal 1993 al 5 maggio 2018 sono 34.361 le morti documentate di persone che cercavano di arrivare in Europa. “È stato calcolato – spiega il Rapporto – che negli ultimi mesi un migrante ogni cinque partiti dalla Libia risulta annegato o disperso”: “il prezzo del calo degli arrivi in Italia è dunque assai salato”. “Questo – osserva Diritti Globali – è stato anche l’anno in cui in cui appare approfondita e priva di controspinte la crescita di diseguaglianze e povertà, che dura ormai dall’inizio della crisi economica del 2008”, con i poveri assoluti che hanno superato i 5 milioni di unità (il valore più alto da quando l’Istat fornisce questo indicatore).
Y12-VN/ S0A QBXB

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