Diritti Globali: “un reddito di dignità, non di cittadinanza”

Sinistra impari da Spagna e Portagollo, serve la patrimoniale

ANSA • 14/12/2018 • Contenuti in copertina, Rapporto 2018 • 262 Viste

(ANSA) – ROMA, 14 DIC – Occorre “parlare di un vero reddito

di base universale, di reddito di dignità, quale quello ad

esempio proposto dalla Rete dei Numeri pari e dal Basic Income

Network”, “altro che il workfare autoritario del sussidio

condizionato su base etnica o della tessera annonaria da Stato

etico nella quale il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha infine

tradotto la proposta caratterizzante del suo Movimento 5

Stelle”. A rilanciare la proposta del ‘reddito di base’ è il

Rapporto Diritti Globali, curato da Sergio Segio, e promosso

dalla Cgil e da numerose organizzazioni impegnate nel sociale.

Il rapporto si scaglia poi contro la sinistra, dal cui

“vocabolario”, da molto tempo, è completamente uscita “la

nozione di ‘imposta patrimoniale’, che dovrebbe essere

architrave di ogni incisiva riforma sociale redistributiva. In

Italia se ne ricorda solo il sindacato”. Cita l’esempio della

Spagna, dove “l’accordo intercorso tra il governo di Pedro

Sánchez e Podemos la prevede nella manovra economica per il 2019

e grazie a essa si finanzierà l’aumento delle pensioni minime e

dei salari”. Quindi, “la sinistra italiana potrebbe, in effetti,

fare un istruttivo periodo di formazione e studio in Portogallo

e in terra iberica per capire come si può governare realizzando

politiche efficaci e coerenti a favore di lavoratori e strati

sociali più deboli; in quel modo, sottraendo anche spazi e

consensi alle destre populiste”. (ANSA).

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This