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Istat. 55enni in fuga, gli italiani emigrano e il sud si svuota

Rapporto Istat. In cinque anni 244mila italiani si sono trasferiti fuori dal paese in cerca di un lavoro: più della metà ha una laurea o un diploma

Madi Ferrucci * • 14/12/2018 • Immigrati & Rifugiati, Studi, Rapporti & Statistiche • 233 Viste

Ma ci si muove anche all’interno con il Mezzogiorno che in 20 anni ha visto partire più di un milione di persone

L’esodo dall’Italia dei giovani laureati continua. Secondo il Report Istat sulle migrazioni internazionali e la mobilità interna, negli ultimi cinque anni sono 156mila gli emigrati all’estero in possesso di un titolo di studio universitario. Nel 2017 la metà degli italiani emigrati (52,6%) è partito con un diploma o una laurea in tasca.

Dal 2013 questa tendenza non ha fatto che aumentare: i diplomati all’estero sono cresciuti del 32,9%, i laureati del 41,8%. Numeri che rappresentano persone: negli ultimi cinque anni sono 244mila gli italiani sopra i 24 anni che hanno deciso di lasciare il paese.

Tra le destinazioni preferite ci sono i paesi in cui si immagina di trovare lavoro con maggiore facilità: Regno unito (21mila), Germania (quasi 19mila), Francia (12mila) e Svizzera (oltre 10mila). Nonostante la Brexit, molti scelgono comunque la City per scommettere sul futuro. Non sono però solo i giovani ad abbandonare l’Italia: moltissimi sono gli ultra-55enni (circa il 62% dell’intero flusso migratorio) che volano all’estero in cerca di fortuna. Per chi perde il lavoro in tarda età è infatti sempre più difficile trovare un’occupazione in attesa della pensione.

La Lombardia è la regione con il maggior numero di emigrati (22mila), seguono Sicilia e Veneto (entrambe 11mila), Lazio (10mila) e Piemonte (8,6mila). Ma l’emigrazione è anche interna, rileva il rapporto. Il Mezzogiorno si sta letteralmente svuotando: in 20 anni un milione e 174mila persone si sono spostate dal sud al centro nord. Il primato per le migrazioni dal sud si registra in Emilia Romagna con 311mila persone e Lombardia (260mila); per le altre regioni del centro nord il flusso ha riguardato 602mila persone.

Così la Sicilia ha perso più di 261mila residenti in seguito alla mobilità interregionale, la Campania, da sola, 464mila; le altre regioni del Mezzogiorno circa 449mila. L’analisi di questi dati non stupisce se confrontata con il Pil del Mezzogiorno che, come registrato dal Report sui conti economici territoriali, è inferiore al nord del 45%. Il reddito medio al sud è di 18,5mila euro l’anno, al nord si aggira sui 35mila euro e al centro intorno ai 30,7mila; chi vive nel Mezzogiorno guadagna la metà di un lombardo.

Si fa un gran parlare di immigrazione, senza accorgersi che gli italiani oggi sono tra le popolazioni con il più alto tasso di emigrazione. La tendenza è legata al calo dell’occupazione, che nell’ultimo trimestre scende dello 0,2 %: solo tra luglio e settembre sono 52mila gli occupati che hanno perso il lavoro. Si è ridotto il lavoro stabile a tempo indeterminato (98mila in meno). In assenza di garanzie lavorative e di una stabilità economica molti italiani scelgono la fuga all’estero, dove spesso le tutele non sono maggiori ma è più facile trovare un lavoretto in tempi brevi.

* Fonte: Madi Ferrucci, IL MANIFESTO

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