Mense scolastiche, una su tre pericolosa in tutto il paese

Salute. I risultati di un’indagine dei Nas. 81 sanzioni su 224 controlli dall’inizio dell’anno. I casi più gravi a Roma, Lecce, Livorno, Pescara e Bolzano. La ministra Grillo: «Violate le regole. Cibi scaduti, topi e sporcizia»

Adriana Pollice * • 15/12/2018 • Bambini & Giovani, Welfare & Politiche sociali • 217 Viste

«Cibi scaduti, gravi carenze igieniche, perfino topi e parassiti: un film dell’orrore» così la ministra della Salute, Giulia Grillo, ha descritto ieri i risultati dei controlli effettuati dai Nas nelle mense scolastiche. In una su tre sono state trovate irregolarità, sette sono state chiuse per la grave situazione igienico-strutturale in cui erano. I casi più gravi a Roma, Livorno, Pescara, Lecce e Bolzano.

LE ISPEZIONI sono cominciate a inizio anno scolastico: 81 mense sanzionate su 224 totali controllate. In particolare, sono state contestate 14 violazioni penali e 95 infrazioni amministrative, 15 persone sono state deferite alle autorità giudiziarie, 67 alle autorità amministrative. Sono state poi elevate multe per oltre 576mila euro, sequestrate più di 2 tonnellate di alimenti (prodotti ittici, carni, formaggi, frutta, verdura, olio, pane) poiché prive di indicazioni di provenienza, detenute in condizioni e ambienti inadeguati o scadute. «Mi indigna pensare che sulle tavole dei nostri figli, a scuola, possano finire escrementi, muffe o alimenti di dubbia origine – ha proseguito Grillo -. Chi lavora nel settore sa benissimo che vi sono regole da seguire, non possiamo permettere il menefreghismo di chi stipula contratti ben precisi e poi fa il furbo».

La maggior parte delle violazioni riscontrate, ha spiegato il generale dei Nas Adelmo Lusi, è di tipo amministrativo come la mancata applicazione dei sistemi di autocontrollo e prevenzione del rischio, carenze igieniche e strutturali delle aree adibite alla lavorazione, irregolarità sull’etichettatura e sulla tracciabilità degli alimenti. Gli illeciti penali riguardano invece la frode, le inadempienze nelle pubbliche forniture, la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e l’omessa applicazione delle misure di sicurezza sui luoghi di lavoro. A Roma, lo scorso ottobre, il caso più grave: è stata disposta la chiusura di un istituto (costituto da due materne e una media) per la presenza diffusa di animali infestanti ed escrementi di roditori. Per riaprire i plessi è stato necessario derattizzare e sanificare i locali.

A LIVORNO, ancora a ottobre, è stato sanzionato il responsabile di un centro cottura per aver tenuto il deposito alimenti e il magazzino per lo stoccaggio dei materiali in condizioni igieniche carenti. Lo stesso per un magazzino del pisano. A Pescara, il mese scorso, è stato segnalato sia all’autorità sanitaria che amministrativa il titolare di un’azienda di ristorazione per aver mantenuto il laboratorio di preparazione dei pasti in pessime condizioni e aver omesso le procedure di tracciabilità degli alimenti: sospesa l’attività della mensa e sequestrato il mezzo di trasporto.

NEL TEATINO, deferito il responsabile di un’azienda di ristorazione: agli alunni arrivavano alimenti di qualità diversa da quella stabilita dal contratto. A Livorno è finito nel mirino il dirigente di una cooperativa per la preparazione dei pasti delle scuole, i locali erano sporchi. Sono stati poi deferiti all’autorità giudiziaria tre tra amministratori e dirigenti di un’azienda di ristorazione vicentina, affidataria del servizio mensa di un comune del brindisino: avrebbero servito agli alunni carne di origine polacca anziché italiana (sequestrati 180 chili di carne).

A LECCE sono stati denunciati il responsabile di un servizio di refezione del brindisino e il titolare di una panificio per aver fornito panini contenenti insetti. Nel laboratorio di panificazione la farina era invasa dai parassiti, ne sono stati sequestri 1.650 chili. Sigilli anche per una delle aziende più rinomate del Veronese, la Olivo snc: titolare di un appalto con il comune di Bolzano per 1.400 pasti giornalieri, 375mila euro l’anno il compenso, forniva carne e pesce a otto case di riposo, quattro asili nido e una struttura di assistenza a persone non autosufficienti. Sei gli indagati, tre devono rispondere di associazione a delinquere per frode in commercio, le altre per concorso nello stesso reato con l’esclusione dell’associazione: avrebbero gonfiato illecitamente i guadagni, spacciato prodotti congelati per freschi, utilizzato alimenti esteri invece che italiani, consegnato merce con un peso diverso rispetto a quanto indicato nei documenti di trasporto e persino alterato le date di scadenza.

La ministra Grillo ha assicurato che i controlli continueranno («tutti coloro che pensano di poterla fare franca sappiano che così non è»). Intanto Coldiretti ha fatto i conti: «Quello delle mense scolastiche è un business da 1,3 miliardi di euro grazie a 380 milioni di pasti all’anno per due milioni e mezzo di studenti, nella sola scuola dell’obbligo. Un italiano su quattro ha una valutazione negativa dei pasti serviti nelle scuole, il 71% ritiene che dovrebbero offrire cibi più sani».

* Fonte: Adriana Pollice, IL MANIFESTO

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