La strage dei clochard, 10 morti in due mesi a Roma

La Caritas: «Ritardo cronico delle istituzioni». Il Centro Astalli: «Non sono vittime del freddo, ma della mancanza di ripari e assistenza»

Adriana Pollice * • 16/1/2019 • Povertà & Esclusione sociale, Welfare & Politiche sociali • 379 Viste

Povertà. Ieri l’ultima vittima, un uomo stroncato dal freddo nel Parco della Resistenza

Decimo clochard morto a Roma ieri, il nono a causa del freddo, in poco più di due mesi. Il corpo di Nicolae è stato trovato nel Parco della Resistenza, riverso a terra nei pressi del suo giaciglio di fortuna. «Ogni anno speriamo che non accada e invece, puntualmente, il dramma si ripresenta» il commento della Caritas romana, che in una nota ha raccolto l’elenco dei decessi.

IL PRIMO IN ASSOLUTO risale al 29 ottobre, prima quindi dell’emergenza freddo, quando una clochard tedesca di 75 anni si accasciò e morì a San Pietro. Poi è arrivato il gelo e a morire, il 22 novembre, è stato un uomo ritrovato in una cabina balneare sulla spiaggia di Ostia. Sei giorni dopo è toccato a un cinquantenne, trovato riverso sul marciapiede accanto alla saracinesca di un negozio in zona Scalo San Lorenzo. Il 7 dicembre altra vittima, una polacca di 62 anni in piazza della Rovere. Il 19 dicembre il cadavere di un tunisino viene individuato in un tugurio sul Lungotevere, all’altezza di largo Marzi. Dopo undici giorni succede ancora in via Enrico Fermi: si tratta di Davide, 53 anni, belga, amante dei libri e dello scrittore Jack Kerouac.

Nel 2019 il primo a morire è un polacco, Stanislao, il 2 gennaio, trovato su una panchina del parco di piazza Lorenzo Lotto, a Tor Marancia: aveva festeggiato il suo cinquantesimo compleanno in agosto e i volontari della Comunità di Sant’Egidio gli avevano portato una torta. Due giorni dopo un’altro clochard romeno muore sulle sponde del Tevere. Il 7 gennaio a uccidere l’ennesimo homeless, a Corso Italia, è un’auto che l’investe e non si ferma per prestare soccorso: si tratta di Gino Murari, si faceva chiamare Nereo, viveva tra Corso Italia e via Po su un pezzo di marciapiede arredato con un vasetto di basilico e una pila di libri. L’8 gennaio a provocare la morte di un clochard sono le fiamme accese per scaldarsi. Lunedì scorso la penultima vittima, trovata nei pressi di un’edicola di piazza Irnerio, quartiere Aurelio.

«È UN CRESCENDO drammatico – sottolinea la Caritas -. Due decessi a novembre, tre a dicembre e cinque nella prima metà di gennaio. Una carneficina. C’è un ritardo cronico delle istituzioni nel prendere in carico le persone più fragili». E ancora: «Quando uscì il piano freddo del comune abbiamo allestito al volo 150 posti aggiuntivi, chiediamo a tutti uno sforzo in più». Il gelo ha colpito, in particolare, i migranti ma è ancora la Caritas a sottolineare che nel 2017 a Roma ci sono stati 6.700 sfratti per morosità, il doppio di quelli a Napoli e Milano, spia di un’emergenza molto diffusa.

Secondo Sant’Egidio nella capitale sarebbero circa 8mila i clochard, 14mila sommando chi è ospite di una struttura. Il piano Freddo del comune, operativo dal 10 dicembre, mette a disposizione 486 posti per l’accoglienza, mentre il piano Gelo li integra con ulteriori 100 tra stazione Tiburtina, stazione Termini e Casa di Riposo di via Ventura. Vengono poi aperte le metro di Piramide e Flaminio. Si tratta di 586 posti che si aggiungono ai 1.075 ordinari. «Abbiamo messo a punto un meccanismo a fisarmonica sulla base della necessità – spiega l’assessora al Sociale, Laura Baldassarre -.

Stiamo consolidando il raccordo con il Forum del Volontariato per la strada, che raccoglie 44 associazioni e oltre 2mila volontari». Il Campidoglio ha inoltre avviato una indagine di mercato per reperire strutture per l’accoglienza straordinaria e per la disponibilità alla gestione di luoghi-rifugio temporaneo per il triennio 2019-2021, ma la graduatoria non è pronta. Il Centro Astalli commenta: «Non chiamiamole vittime del freddo. Sono nove morti per mancanza di ripari e assistenza. Nascondersi dietro le parole non cancella le responsabilità».

PAPA FRANCESCO ha messo in moto la macchina della chiesa: oltre a poter trovare riparo per la notte sotto il Colonnato di San Pietro, a dicembre ha aperto un ambulatorio medico per i senzatetto, un servizio che si aggiunge alle docce e alla barberia. «Quasi in 51mila vivono sui marciapiedi, nelle stazioni e sotto i portici delle città italiane – spiega l’Unione europea delle cooperative -, più di 8 senzatetto su 10 sono maschi, in oltre la metà dei casi stranieri».

* Fonte: Adriana Pollice, IL MANIFESTO

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This