Francia, contro i gilet gialli mano dura di governo e polizia

Silurato il prefetto, vietate le manifestazioni nei quartieri più colpiti, «gli Champs-Elysées a Parigi, Place Pey-Berland a Bordeaux e Place du Capitole a Tolosa». Torna l’uso dei Lbd

Anna Maria Merlo * • 19/3/2019 • Internazionale, Movimenti • 193 Viste

PARIGI. Le violenze di sabato sugli Champs Elysées hanno traumatizzato il governo, che sperava di aver voltato pagina, grazie al successo del Grand Débat. Ieri, il primo ministro Edouard Philippe ha enumerato le misure che saranno prese contro i “rivoltosi”, cioè i “militanti ultrà” che organizzano la guerriglia urbana. La prima è un classico: verrà sostituito, da mercoledì, il Prefetto di polizia, che paga la confusione di sabato. Il comando delle forze dell’ordine a Parigi verrà unificato e ci sarà «maggiore autonomia sul terreno» per le compagnie di agenti. Potranno esserci «manifestazioni proibite» a Parigi, Bordeaux e Tolosa, nei quartieri già teatro di violenze (ma molte lo erano già di fatto, visto che i gilet gialli spesso non dichiarano il luogo dell’appuntamento). Soprattutto, Philippe ha affermato che l’uso dei Lbd (lanciatori di pallottole di difesa), che era stato limitato sabato in seguito alle polemiche per i numerosi feriti, tornerà in primo piano. Philippe ha evocato le «manifestazioni pacifiche» (come quelle per il clima, che sabato hanno riunito 150mila persone, 45mila a Parigi), dichiarate regolarmente, che saranno evidentemente garantite.

I gilet gialli sono invitati a non partecipare ai cortei non dichiarati: l’ordine di dispersione dovrà essere «immediatamente rispettato», ha messo in guardia il primo ministro, i manifestanti pacifici devono «prendere le distanze» dalla violenza, in caso contrario saranno considerati «complici» e le multe aumenteranno. D’ora in poi, verrà fatto ricorso oltre ai video, anche ai droni e verranno messi in atto «tutti i mezzi giuridici disponibili», fino alla legge anti-casseurs, quando entrerà in vigore (Macron ha chiesto un parare di costituzionalità al Consiglio costituzionale). Saranno puniti anche coloro che «inneggiano alla violenza», cioè i leader dei gilet gialli che incitano alla protesta sulle reti sociali. Il governo prende di mira gli ultrà, anche se sul terreno il confine tra militanti violenti e gilet gialli è stato a volte molto labile. Cambia la dottrina di mantenimento dell’ordine, che finora era di evitare il contatto con i manifestanti, per limitare i feriti. È la risposta di Philippe alla destra, che dopo i fatti di sabato aveva chiesto lo stato d’emergenza e il ricorso all’esercito. Ieri, la risposta è stata solo repressiva, perché secondo il governo, eventuali concessioni dopo la violenza non farebbero che legittimarla (molti gilet hanno finito per sostenere le violenze, perché pensano che sia il solo modo per farsi ascoltare).

* Fonte: Anna Maria Merlo, IL MANIFESTO

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