Migranti. Mediterranea chiama a raccolta per tornare ai salvataggi

Oggi e domani al Museo d’arte contemporanea di Roma (Macro). «Dobbiamo tornare in mare perché in questo momento il Mediterraneo è sguarnito di presidi umanitari»

Giansandro Merli * • 6/4/2019 • Immigrati & Rifugiati • 378 Viste

«Oggi e domani chiamiamo a raccolta tutti gli equipaggi di terra e di mare – afferma Ada Talarico, attivista di Mediterranea – In questi mesi tantissime persone in tutta Italia si sono riconosciute nel progetto e si sono attivate per sostenerlo: è arrivato il momento di incontrarci fisicamente e discutere insieme di come andare avanti. L’appuntamento è al Macro, a Roma». Durante i due giorni di assemblea generale «On board» si alterneranno dibattiti, assemblee e workshop, prenderanno parola artisti, docenti, avvocati e attivisti, si intrecceranno le rotte di mare e quelle di terra.

L’iniziativa vuole tirare le fila del lavoro condotto dalla nascita della missione, con l’acquisto del rimorchiatore Mare Jonio durante la scorsa estate, fino al salvataggio di 49 migranti realizzato il 18 marzo. In questi mesi a bordo della nave sono salite decine di persone: marinai professionisti, parlamentari, avvocati, medici, mediatori linguistici, volontari e attivisti. Uno spaccato di quella società che nonostante i tempi bui e il governo gialloverde ha deciso di non arrendersi.

A TERRA, NEL FRATTEMPO, sono state realizzate centinaia di iniziative di sostegno politico ed economico, che hanno permesso di diffondere il messaggio della «ang» (azione non governativa) e di raccogliere le donazioni di singoli e collettivi necessarie a farla andare avanti. La missione, infatti, si è completamente autofinanziata attraverso un crowdfunding che è ancora in corso.

A un primo momento di discussione plenaria, previsto questa mattina intorno alle 11, seguiranno tre «dialoghi» pomeridiani a cui prenderanno parte avvocati e docenti universitari per approfondire le questioni legate alla tutela dei diritti umani e al rispetto del diritto del mare, alla criminalizzazione della solidarietà e alla libertà di movimento. Alle 18 la scrittrice Michela Murgia, l’attore Marcello Fonte, il regista Alessandro Di Gregorio e l’attrice Caterina Guzzanti parleranno delle «vie di terra» di Mediterranea, una serie di iniziative che hanno disegnato rotte solidali attraversando la penisola da sud a nord e coinvolgendo numerosi artisti e moltissime comunità locali.

DOMENICA MATTINA si svolgeranno tre workshop di formazione degli equipaggi: su ciò che accade oltre lo sbarco, sugli strumenti di attivazione da terra e sul training di chi solcherà il mare. A seguire è prevista una seconda assemblea plenaria che affronterà il futuro prossimo della missione, definita «un’azione possibile che chiama a bordo tutti coloro che pensano non sia più rimandabile prendere posizione e agire».

Dopo alcuni giorni di sequestro probatorio, la Mare Jonio è stata rimessa in libertà dalla procura di Agrigento. Proprio in queste ore fervono i preparativi per ricominciare a navigare. «Dobbiamo tornare in mare perché in questo momento il Mediterraneo è sguarnito di presidi umanitari – continua Ada – Occorre continuare a monitorare quello che accade nelle acque internazionali e non smettere di documentare l’orrore dei centri di detenzione libici. Nessuno deve raccontare che quello è un porto sicuro. Durante la due giorni daremo maggiori dettagli sulla ripartenza della nave».

* Fonte: Giansandro Merli, IL MANIFESTO

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