Previsioni Ocse, un report demolisce Quota 100 e prevede recessione: -0,2%

Per l’istituto di Parigi la politica di bilancio espansiva farà lievitare il disavanzo che passerà dal 2,1% del Pil nel 2018 al 2,5% nel 2019 mentre il debito salirà al 134%

Massimo Franchi * • 2/4/2019 • Lavoro, economia & finanza • 364 Viste

Previsioni Austere. Il segretario generale Gurria presenta con Tria un report sull’Italia e attacca: sulle pensioni potevate risparmiare 40 mld

Ogni due anni l’Ocse pubblica per ogni paese la sua Economic Survey. Sarà anche vero, come dichiara l’ufficio stampa del ministro, che ieri pomeriggio la presentazione al Mef si è tenuta in un «positivo confronto» tra Tria e Gurria.

Il contenuto del documento Ocse – coordinato dal capoeconomista per l’Italia Mauro Pisu – però è una vera testata in fronte per il governo: Pil 2019 previsto negativo, bocciatura completa di Quota 100, critiche al Reddito di cittadinanza. Tanto che Di Maio, Salvini e Conte hanno reazioni furibonde – lontane anni luce rispetto a quelle di Tria – contro l’Ocse stesso. L’Organizzazione per cooperazione e lo sviluppo economico parla apertamente di «recessione» per l’Italia: la «ripresa modesta» degli ultimi anni «si sta indebolendo» tanto che nel 2019 «il Pil dovrebbe registrare una contrazione dello 0,2%» e la «politica di bilancio espansiva e una debole crescita faranno lievitare il disavanzo che passerà dal 2,1% del Pil nel 2018 al 2,5% nel 2019» mentre il debito salirà al 134%.

IN PIENO STILE «AUSTERITY» il provvedimento più criticato è il cavallo di battaglia della Lega: Quota 100. «L’abbassamento dell’età pensionabile a 62 anni con almeno 38 anni di contributi – scrive l’Ocse – rallenterà la crescita nel medio termine, riducendo l’occupazione tra le persone anziane e, se non applicata in modo equo» aumenterà «la diseguaglianza intergenerazionale e farà aumentare il debito pubblico», giudicano gli economisti di Parigi con conseguenze fin troppo dure. Ma non è tutto. L’Ocse arriva a chiedere apertamente di «abrogare le modifiche alle regole sul pensionamento anticipato introdotte nel 2019», dimostrandosi poi mal informata quando chiede di « mantenere il nesso tra l’età pensionabile e la speranza di vita» che Quota 100 invece mantiene in toto sulla pensione di vecchiaia con norme Fornero che tornerà in vigore dal primo gennaio 2022, visto che Quota 100 è un «esperimento» triennale. A Parigi però sospettano che al momento di dire stop a Quota 100, nel 2021, la politica non resisterà alla tentazione di prolungare il provvedimento e si creerà un nuovo «scalone» fra chi è fuori e chi è dentro.

IL SEGRETARIO GENERALE Angel Gurria, il messicano a capo dell’Ocse da ben 13 anni, davanti a Tria è andato oltre: «Una marcia indietro sul regime di pensionamento anticipato introdotto con Quota 100 consentirebbe di liberare risorse per 40 miliardi di euro» da qui al 2025, altra dichiarazione quanto meno avventata visto che Quota 100 ne costa solo la metà – 22 miliardi ma in 3 anni.
Non va molto meglio al reddito di cittadinanza: bene la lotta alla povertà ma per l’Ocse «rischia di incoraggiare l’occupazione informale e di creare trappole della povertà».
L’Ocse dunque si dimostra l’architrave dell’ortodossia economica dell’austerity superando di gran lunga la Commissione europea – che in questi anni ha invece abiurato – raggiungendo il Fondo monetario internazionale.

LE REAZIONI DEL GOVERNO sono molto dure e altrettanto fideistiche. Se il ministro Tria si limita ad osservare che Quota 100 «serve ad affrontare un problema di transizione» collegato alla riforma Fornero che ha determinato «un’interruzione di quel turnover naturale della forza lavoro», mentre il giudizio sul Reddito viene considerato non si sa come «positivo».

Tuonano invece i due vicepremier capi di M5s e Lega. «No intromissioni, grazie – dice Luigi Di Maio – sappiamo quello che stiamo facendo, andiamo avanti così, con lo scopo di restituire dignità ai cittadini. Qualcuno seduto su una scrivania lontano migliaia di chilometri crede che l’Italia per ripartire debba attuare politiche di austerity? Bene, le facessero a casa loro» – sebbene Tria lo corregga: «L’Ocse non parla di austerity» – . Mentre Matteo Salvini difende a spada tratta il provvedimento sul quale piovono le critiche prima del Fmi, ora dell’Ocse: «Quota 100 darà un lavoro sicuro a più di 100mila giovani italiani e ne sono orgoglioso».

Oggi toccherà a Conte incontrare Gurria. Ieri il premier ha fatto trapelare «forte dissenso» per il giudizio dell’Ocse ma formalmente si è limitato a dichiarare che l’incontro «sarà l’occasione per illustrare l’attuazione della nuova fase della nostra politica economico-sociale, incentrata su un piano di investimenti e di riforme strutturali senza precedenti». Dubitiamo convincerà Gurria.

* Fonte: Massimo Franchi, IL MANIFESTO

 

photo: Chatham House [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)]

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