Migranti. Con il decreto sicurezza le multinazionali mettono le mani sull’accoglienza

Un presidio contro Ors, multinazionale specializzata nel settore che da qualche mese ha una sede anche in Italia, nel quartiere Trieste di Roma

Giansandro Merli * • 4/5/2019 • Immigrati & Rifugiati • 476 Viste

«Le bugie di Salvini vengono al pettine. Adesso è chiaro che il “decreto sicurezza”, voluto dalla Lega e trasformato in legge con i voti del Movimento 5 Stelle, apre la gestione dell’accoglienza alle grandi società che della vita dei migranti hanno fatto un business». Francesco interviene dal microfono nel mezzo di un presidio contro Ors, multinazionale specializzata nel settore che da qualche mese ha una sede anche in Italia, nel quartiere Trieste di Roma. A pochi passi dai suoi uffici, gli attivisti di Restiamo Umani espongono alcuni cartelli e un grande striscione: «Salvini vergogna. Porti chiusi, ma porte aperte agli sciacalli della finanza».

«RESTIAMO UMANI è una rete che unisce associazioni, comitati, centri sociali e studenti per agire contro il razzismo dilagante – dice Marco – Nei mesi scorsi ci siamo mobilitati contro le politiche che hanno riempito il Mediterraneo di morti. Oggi denunciamo gli interessi economici nascosti dietro le politiche di questo governo, che sta mettendo l’accoglienza nelle mani di grandi società straniere come la Ors». Il ragionamento è semplice: con i tagli lineari ai fondi destinati a garantire vitto, alloggio e servizi fondamentali a richiedenti asilo e rifugiati gli unici soggetti competitivi saranno quelli capaci di ridurre i costi grazie a economie di scala.

TRADOTTO? Chiuderanno, e sta già accadendo, tutte le piccole esperienze virtuose che redistribuivano sul territorio gli introiti. Proprio quelle che davano lavoro a operatori sociali, mediatori, insegnanti e psicologi e garantivano percorsi di integrazione finalizzati alla progressiva autonomia dei migranti. Rimarranno sul mercato, invece, le multinazionali che dispongono dei capitali necessari ad aprire mega-centri e gestire su grandi numeri servizi improntati più alla compressione delle spese che alla qualità dell’offerta.

TRA QUESTI SI COLLOCA ORS. Lo ha denunciato Valori, testata giornalistica promossa da Banca Etica, in un dossier di gennaio 2019 presentato alla Camera dei deputati e intitolato: «Migranti, gli sciacalli della finanza brindano a Salvini». Le informazioni raccolte descrivono una multinazionale dell’accoglienza con affari in Svizzera, Austria e Germania, consiglieri provenienti dai recenti esecutivi svizzeri e austriaci e un’intricata rete di finanziatori che coinvolge capitali sauditi, società londinesi e fondi pensione statunitensi. Il 25 luglio scorso Ors Italia Srl si è iscritta al registro imprese della Camera di commercio di Roma. Un mese dopo ha dichiarato che avrebbe partecipato «a bandi di gara nei settori dell’alloggiamento, assistenza, consulenza sociale e integrazione per profughi e richiedenti asilo». Jürg Rötheli, Ceo del gruppo, ha confermato che «l’Italia rappresenta un primo importante passo per l’espansione nel Mediterraneo».

«ABBIAMO CONTESTATO anche l’accoglienza del centro-sinistra – conclude un altro attivista – ma qui siamo davvero all’assurdo: dicono di voler tagliare il business ma lo consegnano nelle mani di grandi investitori, parlano di sovranismo ma aprono le porte alle multinazionali».

* Fonte: Giansandro Merli, IL MANIFESTO

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