La multinazionale Unilever delocalizza e porta il dado Knorr in Portogallo

Crisi Aziendali. A Sanguinetto (Verona) la multinazionale licenzia 76 operai. La Flai Cgil: squallido, l’anno scorso avevano già tagliato 30 persone per rendere lo stabilimento sostenibile

Massimo Franchi * • 2/6/2019 • Lavoro, economia & finanza • 239 Viste

Si delocalizza anche nel nord, nel veneto leghista. Lo storico dado Knorr, quello per fare il brodo in fretta, da 60 anni era prodotto a Sanguinetto, paesino di 4mila anime nella bassa veronese. Giovedì è arrivato il colpo di scena: «Stavamo discutendo del rinnovo del contratto integrativo e invece l’azienda ci ha comunicato lo spostamento della produzione in Portogallo con la procedura di licenziamento per 76 dei 161 lavoratori rimasti», racconta Maria Pia Mazzasette, segretaria della Flai Cgil di Verona.
Un comportamento «squallido» visto che «l’anno scorso c’era già stata una riduzione di personale di 30 persone per rendere lo stabilimento sostenibile: aumento fortissimo dei carichi di lavoro per ottenere lo stesso livello di produzione di dadi, marmellate e risotti in busta».
Per la sede centrale di Rotterdam della multinazionale Unilever la riorganizzazione non bastava, serviva spostare tutto in Portogallo.
La reazione dei lavoratori però fa molto riflettere. Le lettere di licenziamento sono arrivate giovedì e i sindacati hanno subito dichiarato due giorni di sciopero per dare copertura alle proteste spontanee. Niente di tutto questo e anche ieri nelle assemblee il sentimento prevalente era lo scoramento. I lavoratori sono stanchi per i carichi di lavoro durissimi e, specie gli anziani, non se la sentono di lottare e sperano in un prepensionamento per mandare in malora la fabbica e potersi riposare. «Noi comunque lo sciopero lo faremo e daremo battaglia: il dado Knorr deve rimanere a Sanguinetto», conclude Mazzasette.

* Fonte: Massimo Franchi, IL MANIFESTO

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