povertà

Rapporto Istat: «In Italia 14 milioni di poveri assoluti o relativi»

Povertà. Presentato il rapporto con i dati aggiornati al 2018. I dati sono i più alti dal 2005 ma sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente

Giansandro Merli * • 19/6/2019 • Povertà & Esclusione sociale, Studi, Rapporti & Statistiche, Welfare & Politiche sociali • 218 Viste

Nel 2018 oltre 1,8 milioni di famiglie hanno vissuto in condizioni di povertà assoluta e 3 milioni di povertà relativa. Rispettivamente, si tratta di 5 e 9 milioni di individui. Lo rileva l’Istat nel rapporto «La povertà in Italia anno 2018» presentato ieri. I dati sono i più alti dal 2005 ma sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente alla rilevazione.

AL SUD sono povere il 9,6% delle famiglie, percentuale che sulle isole aumenta fino al 10,8% del totale. L’incidenza del fenomeno è più bassa nelle restanti ripartizioni: 6,1% nel nord-ovest e 5,3% nel nord-est e al centro. Il dato è preoccupante, ancor di più alla luce dei provvedimenti legati alla cosiddetta «autonomia differenziata», presto ribattezzata «secessione dei ricchi», che l’esecutivo potrebbe adottare su spinta della Lega di Salvini.

L’ISTITUTO nazionale di statistica rileva come la povertà sia inversamente proporzionale al titolo di studio della persona di riferimento della famiglia e all’età dei componenti. Le famiglie di giovani, infatti, hanno in media meno capacità di spesa perché dispongono di redditi più bassi e di minori risparmi accumulati. La povertà assoluta riguarda quindi il 10,4% delle famiglie in cui la persona di riferimento ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 4,7% se la stessa ha oltre 64 anni. Anche il numero dei componenti delle famiglie è un fattore rilevante rispetto all’incidenza della povertà assoluta. È pari all’8,9% tra quelle con quattro membri e raggiunge il 19,6% dove sono cinque o più. Si attesta invece attorno al 7% tra le famiglie composte da tre persone. Nei nuclei monogenitoriali la povertà è più diffusa rispetto alla media, con un’incidenza dell’11%.

ALLARMANTI I NUMERI che riguardano stranieri e minori. Tra i cittadini che non hanno la cittadinanza italiana i poveri sono quasi uno su tre (30,3%, pari a oltre un milione e mezzo di persone), mentre la percentuale tra gli italiani è del 6,4%. I bambini e ragazzi under 18 che non riescono a vivere in condizioni sufficientemente dignitose, invece, sono il 12,6%, per un totale di 1,2 milioni di individui. Rispetto al 2017 si registra un aumento di mezzo punto percentuale che corrisponde a 52mila minori poveri in più.

«LE FAMIGLIE con minori e stranieri sono le più penalizzate – scrivono in una nota le Acli – Chiediamo di modificare il reddito di cittadinanza riequilibrando la scala di equivalenza a favore dei più piccoli e semplificando l’accesso al sussidio per gli stranieri». I segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Rossana Dettori, Andrea Cuccello e Silvana Roseto hanno scritto un comunicato congiunto invitando il governo a prendere «misure adeguate». Per il Codacons negli ultimi dieci anni, cioè dall’inizio della crisi economica, i poveri sono aumentati del 74%: dai 2 milioni e 893mila del 2008 ai 5 milioni del 2018.

«ABBIAMO ABOLITO la povertà», disse il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio all’approvazione della manovra economica dello scorso anno. Per sapere se è vero bisognerà attendere i dati del 2019. Le premesse, comunque, non sono buone.

* Fonte: Giansandro Merli, IL MANIFESTO

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