Amazon. Il giudice del Lavoro respinge i ricorsi di lavoratori interinali

Amazon. Il giudice del Lavoro respinge i ricorsi di lavoratori interinali

Il giudice del Lavoro di Milano Eleonora Porcelli ha respinto i ricorsi di una decina di lavoratori interinali che chiedevano l’assunzione a tempo indeterminato nello stabilimento Amazon di Castel San Giovanni (Piacenza). I ricorsi, circa 180 tra Milano e Piacenza, sono stati presentati dopo un’indagine dell’ispettorato del Lavoro, secondo il quale erano state superate le quote di interinali tra luglio e dicembre 2017. Tale limite è stato fissato dal contratto collettivo di riferimento in 444 contratti di somministrazione attivabili in un mese. L’azienda, nel periodo contestato, avrebbe invece richiesto un totale di 1.308 contratti.

Per «lavoratori somministrati» si intendono coloro che sono assunti dalle agenzie interinali e sono impiegati da un «utilizzatore» come Amazon sulla base di un accordo commerciale tra le due società, e in ragione di esigenze legate a picchi di produttività. Il lavoro in somministrazione è un contratto che prevede tre soggetti: al centro c’è l’impresa utilizzatrice della manodopera a chiamata, assunta da agenzie autorizzate iscritte a un albo del Ministero del lavoro. Il caso, e l’attuale esito del ricorso, riguardano uno degli aspetti più importanti di un’impresa come Amazon. Come tutte le organizzazioni del lavoro post-fordista, anche la mega-macchina del gigante del commercio on-demand e della distribuzione ricorre al lavoro stagionale. Nel periodo in discussione sono stati almeno tre i momenti di massima domanda della forza lavoro: il «Prime Day», 10 luglio; il «black Friday», venerdì 23 novembre; Natale. In discussione è l’iper-utilizzo di queste figure lavorative nei casi di picchi produttivi.

Le motivazioni del giudice si conosceranno entro 60 giorni. Quella arrivata ieri è la prima sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano sulla materia. A Piacenza, ai primi di luglio, un altro giudice aveva respinto i ricorsi di un’altra cinquantina di lavoratori di Amazon.

* Fonte: Roberto Ciccarelli, IL MANIFESTO



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