Sciopero nazionale dei trasporti, Toninelli chiede lo stop

Oggi la protesta nazionale, venerdì astensione dal lavoro nel trasporto aereo. Il garante degli scioperi ha invitato a ridurre quello di venerdì da 24 a 4 ore, ma i sindacati hanno confermato l’agitazione

Mario Pierro * • 24/7/2019 • Lavoro, economia & finanza, Sindacato • 140 Viste

Stefano Malorgio (Filt Cgil): “Manca una politica per il settore, il governo non fa scelte. E per la prima volta nella storia repubblicana il ministro non ci ha incontrato sulle richieste”

A poche ore dallo sciopero nazionale dei trasporti chiamato oggi (e venerdì 26 luglio per quello aereo) dai sindacati confederali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti dopo molti anni, il ministro dei trasporti Danilo Toninelli si è accorto che doveva fare qualcosa. E ha lanciato un appello in cui ha detto di avere «tutta la buona volontà». Per questa ragione l’esponente dei Cinque Stelle ha chiesto ai sindacati «un atto responsabilità sullo sciopero», rivelando di essere «dalla parte vostra e dei lavoratori che rappresentate, non abbiamo la bacchetta magica ma abbiamo preso un impegno».

I sindacati lo hanno incontrato ieri, insieme a tutte le sigle del settore e alle associazioni datoriali, sul trasporto aereo. In quella sede hanno definito «tardivo» l’invito, ma «utile» il percorso di incontri proposto. In circostanze come questa la buona volontà, per di più tardiva, non conta nulla. Ci vogliono i fatti, che non sono mai arrivati. Per la prima volta nella storia repubblicana i sindacati sostengono di non essere mai stati incontrati. Lo hanno scritto anche nel documento unitario «Rimettiamo in movimento il Paese» approvato dagli esecutivi unitari il 26 giugno scorso. Mai fino ad oggi Toninelli ha mostrato di accorgersi delle loro ripetute sollecitazioni ad avviare un’«interlocuzione strutturata, se si escludono gli sporadici incontri per la gestione delle singole crisi». I problemi da risolvere sono numerosi e gravi. «Manca una politica generale per il settore, il governo non fa scelte – sostiene Stefano Malorgio (Filt Cgil) – Il sindacato ha le sue proposte, ma l’esecutivo non le ascolta e quindi le scelte le fanno le aziende. L’Italia, un paese strategico nella logistica, rischia di restare tagliato fuori». Manca una politica strutturale che prevenga gli infortuni e le morti sul lavoro.

Sono richiesti maggiori investimenti, occupazione e regole chiare contro la contrazione salariale. E la tutela del diritto di sciopero: «Se noi non rispettiamo la legge siamo subito sanzionati – sostiene Malorgio – se le aziende violano gli impegni con le organizzazioni dei lavoratori non succede nulla. In generale, occorre aprire una discussione sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, che consideri il peso e la rappresentatività delle sigle». Anche l’autorità di garanzia sugli scioperi ha chiesto la revoca dello sciopero del trasporto ferroviario di otto ore dalle 9.01 alle 17.01 di oggi. La motivazione: visto che nelle ultime ore ci sono stati numerosi disagi (l’esplosione della centralina vicino a Firenze che ieri ha bloccato la circolazione dei treni) l’autorità ha chiesto il differimento dello sciopero per evitare il « sacrificio del diritto alla mobilità dei cittadini». La contrapposizione tra i diritti dei lavoratori e quelli dei cittadini non è tuttavia utile per comprendere le ragioni dello sciopero e le responsabilità politiche del governo che hanno spinto i sindacati a organizzarlo.

Critico è il sindacato di base Usb lavoro privato e trasporti secondo il quale quello di oggi è «uno sciopero di potere» contro il governo («liberissimi di farlo», sostiene Usb), ma anche per appoggiare le richieste delle aziende su «investimenti nelle grandi opere che farebbero gli interessi generali». Le critiche sono anche dovute al fatto che le tre confederazioni avrebbero fatto proprie le tesi della Commissione di Garanzia «contro quei sindacati conflittuali e non allineati, colpevoli di “impedire” gli scioperi “veri” fatti dalle “vere” organizzazioni sindacali».

Il garante ha chiesto anche di ridurre da 24 a 4 ore lo sciopero del trasporto aereo indetto venerdì dal personale Alitalia e proclamato da Anpac, Anpav, Anp, Usb, Cub-Trasporti e Air Crew Committee. Lo sciopero è stato invece confermato. «Nonostante la grande disponibilità dimostrata dal ministro Toninelli e dal ministero, Alitalia non ha mostrato alcuna apertura sui problemi posti» sostiene la Federazione che riunisce piloti ed assistenti di volo (Fnta).

* Fonte: Mario Pierro, IL MANIFESTO

 

Immagine di Free-Photos da Pixabay

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