Strage sul lavoro. Ex Ilva: muore un operaio, sciopero per la sicurezza

Non ancora ritrovato il corpo. Stop di Fim, Fiom e Uilm. L’Usb fino a lunedì. Ma Mittal chiede di tenere acceso l’altoforno

Gianmario Leone * • 12/7/2019 • Salute & Sicurezza sul lavoro • 222 Viste

TARANTO. Proseguono con non poche difficoltà le ricerche di Cosimo Massaro, il lavoratore 40enne dell’ex Ilva che mercoledì sera è precipitato in mare presso il quarto sporgente del porto di Taranto, mentre era intento a scendere dalla gru sulla quale stava lavorando. Una raffica improvvisa di vento ad oltre 120 kmh, ha infatti causato il cedimento della struttura sulla quale lavorava l’operatore della ArcelorMittal Italia e contemporaneamente la caduta sulla banchina di altre due gru dalle quali altri due lavoratori avevano appena fatto in tempo a scendere.

Al momento, attraverso una strumentazione tecnologica in dotazione ai Vigili del Fuoco, è stata individuata la cabina della gru: già nella notte i sommozzatori si avvicineranno per provare ad individuare il corpo del lavoratore disperso.
Nel frattempo la Procura di Taranto ha sequestrato l’intera area del porto ed avviato le indagini per chiarire la dinamica di quanto accaduto.
Il tragico evento ha portato alla mobilitazione generale dei sindacati metalmeccanici Fiom, Fim e Uil che hanno proclamato uno sciopero ad oltranza, al quale oggi aderiranno per l’intera giornata i lavoratori dell’area servizi e somministrazione. L’Usb ha invece proclamato uno sciopero sino al prossimo 15 luglio. Sindacati che ieri hanno incontrato il Prefetto, dichiarando che «in assenza di precise assunzioni di responsabilità e soluzioni da parte delle istituzioni interessate proseguiremo con lo sciopero e metteremo in campo altre iniziative di mobilitazione».
In serata l’azienda ha comunicato il rallentamento della produzione dell’area a caldo, lasciando in funzione soltanto un altoforno sui tre attualmente in marcia. Scelta motivata dal bisogno «di mettere in sicurezza lo stabilimento nel pieno rispetto delle normative ambientali». E chiedendo ai sindacati di garantire la marcia dell’unico altoforno «per garantire condizioni di massima sicurezza all’interno di tutti gli impianti». Richiesta appoggiata anche dal ministero dello Sviluppo economico che segue da Roma quanto sta avvenendo a Taranto: in una breve nota si legge che «con la massima comprensione della situazione estremamente critica, il Mise invita la proprietà e le organizzazioni sindacali alla massima responsabilità».
Infine il sindaco di Taranto, proclamando il lutto cittadino, ha detto «Taranto è stanca di soffrire, a cominciare dai luoghi di lavoro».

* Fonte: Gianmario Leone, IL MANIFESTO

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