Amazzonio, Jair Bolsonaro rifiuta i soldi del G7 e insulta il presidente Macron

Brasile. Neppure la comparsa di oltre un migliaio di nuovi roghi, per un totale di oltre 26mila incendi registrati, ha indotto il governo a cambiare discorso

Claudia Fanti * • 28/8/2019 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Internazionale • 143 Viste

È uno strano concetto di sovranità nazionale quello rivendicato rispetto all’Amazzonia, da Jair Bolsonaro. Il quale può tranquillamente proporre a Trump uno sfruttamento congiunto della regione, aprendola alle imprese statunitensi, ma non accettare i 20 milioni di dollari messi a disposizione dal G7 per l’invio di Canadair contro le fiamme che stanno divorando la foresta.

Il rifiuto si inscrive nello scontro diplomatico tra Brasile e Francia che, dal primo allarme lanciato da Macron sulla «crisi internazionale» provocata dagli incendi, non ha fatto che inasprirsi e, da parte brasiliana, anche involgarirsi, con tanto di attacchi sessisti a Brigitte Macron a cui il presidente francese ha risposto augurando ai brasiliani «un presidente all’altezza».

«Non possiamo accettare – ha scritto Bolsonaro – che Macron lanci attacchi infondati e gratuiti sull’Amazzonia né che mascheri le sue intenzioni dietro l’idea di un’alleanza dei paesi del G7 per salvare la foresta, come se fossimo una colonia».

E ancora più sprezzante è stato il ministro della Casa civile Onyx Lorenzoni, secondo cui i fondi del G7 «potrebbero essere più utili per la riforestazione dell’Europa». «Macron – ha aggiunto – non riesce neppure a evitare un prevedibile incendio in una chiesa che è patrimonio dell’umanità e vuole dare lezioni a noi?». Al contrario, è il Brasile che può insegnare al mondo come proteggere la vegetazione, dal momento che «non esiste nessun paese con una copertura forestale superiore alla nostra».

E a completare l’offensiva brasiliana è intervenuto, in una nota, anche il ministero degli Esteri, invitando la Francia e i paesi che ne sostengono la posizione a compiere piuttosto il proprio dovere nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni unite sul cambiamento climatico, invece di lanciare inutili iniziative «ben al di sotto degli impegni assunti internazionalmente e con insinuazioni ambigue riguardo al principio della sovranità nazionale».

Neppure la comparsa di oltre un migliaio di nuovi roghi, per un totale di oltre 26mila incendi registrati, ha indotto il governo a cambiare discorso. Tant’è che il ministro dell’Ambiente Ricardo Salles si è addirittura lanciato in una accalorata difesa dei fazendeiros che, non ricevendo l’autorizzazione a disboscare «per poter usufruire della loro proprietà», finiscono per farlo «senza permesso». In tal caso, ha garantito, non si tratta di «un’azione illegale».

* Fonte: Claudia Fanti, IL MANIFESTO

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