La procura sblocca la Gregoretti, sbarcano i 116 naufraghi

Una lettera della procura al Viminale sblocca la situazione. Cinquanta profughi verranno accolti nelle strutture della Cei

Alfredo Marsala * • 1/8/2019 • Europa, Immigrati & Rifugiati • 129 Viste

Dopo sei giorni di stallo, il ministro Salvini ha mollato la presa. Tutti giù dalla Gregoretti. Il capo del Viminale l’ha annunciato, come al solito, con una diretta Fb; poi, ieri, intorno all’ora di pranzo, sono cominciate le procedure di sbarco dei 116 migranti nel porto di Augusta: 115 persone sono state trasferite nell’hotspot di Pozzallo, una, affetta da tubercolosi, è stata ricoverata in ospedale a Siracusa. Adesso bisognerà aspettare la mossa della Procura che aveva aperto una inchiesta senza indagati per abuso d’ufficio: cosa che aveva preoccupato, e non poco, il premier Conte per il rischio che si potesse ripetere un nuovo caso Diciotti, con il ministro che in quell’occasione fu indagato per sequestro di persona. Si vedrà, anche se l’epilogo del caso Gregoretti dovrebbe escludere il peggio per il ministro. A sbloccare l’impasse sono stati tre fattori: il via libera dell’Ue alla redistribuzione dei migranti, l’accertamento da parte dei medici, incaricati dalla Procura, di 29 casi di malattie infettive, l’insofferenza crescente degli alleati del M5s nei confronti di Salvini, manifestata soprattutto dal vice premier Di Maio, anche se in modo tardivo.

Dopo l’espletamento delle procedure di identificazione a Pozzallo, i migranti saranno smistati nei cinque paesi dell’Ue che hanno dato la disponibilità ad accoglierli: Francia, che ne prenderà 30, Germania, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda. Cinquanta persone, invece, resteranno in Italia, ma non a carico dello Stato bensì della Cei, che ha accolto la richiesta del Viminale e si farà carico dell’«ospitalità, dell’accoglienza e dell’assistenza anche legale»: andranno nella struttura «Mondo Migliore» di Rocca di Papa, ai Castelli Romani.
«Ci siamo presi qualche giorno di lavoro per stimolare e svegliare le coscienze, perché sono tutti bravi a fare i generosi con i porti degli altri, e ora posso dire che il problema è risolto», ha detto Salvini nella sua diretta Fb.

E’ indubbio, però, che a dare l’accelerazione sia stato il capo della Procura di Siracusa, Fabio Schiavone, che ha disposto l’ispezione sanitaria a bordo. La relazione degli infettivologi è arrivata ieri mattina sul tavolo del magistrato: un caso di tubercolosi, un altro di cellulite infettiva, 20 di scabbia e qualche altro caso con diverse patologie. In totale 29 migranti segnalati con problemi di natura sanitaria, e che dunque dovevano scendere dalla nave in tempi rapidi. Il procuratore ha inviato una lettera al Viminale in cui segnalava l’emergenza sanitaria alla quale il ministero ha risposto dopo meno di un’ora, annunciando il via libera di lì a breve allo sbarco. Una risposta, fanno notare in Procura, «immediata e in tempi congrui» che ha così escluso qualsiasi altra iniziativa o ipotesi di reato.

Sul fronte europeo, si sono fatti sentire Bruxelles e Parigi. «Accogliamo con favore il fatto che cinque Stati membri si siano impegnati a ricollocare le persone a bordo della Gregoretti: questo risultato è stato possibile grazie agli intensi sforzi della Commissione e le risposte positive degli Stati membri», dice un portavoce della Commissione europea. Secondo cui, però, l’episodio di nave Gregoretti «dimostra chiaramente ancora una volta che un meccanismo temporaneo» per la gestione della distribuzione dei migranti «è urgentemente necessario, per assicurare che lo sbarco delle persone salvate possa essere prevedibile e sostenibile». «Il nostro Paese è fedele ai suoi principi: responsabilità, solidarietà e cooperazione europea», ha twuittato il presidente francese, Emmanuel Macron. La Francia si è impegnata ad accogliere 30 «rifugiati», come sottolinea il ministro Christophe Castaner. Con questo obiettivo, una equipe dell’ufficio francese per la protezione dei rifugiati (Ofpra) si recherà in Italia tra «qualche giorno».

Sugli scudi, prima dello sblocco della vicenda, era salita Legambiente, annunciando un esposto alla Procura di Siracusa contro Salvini. «Non accettiamo l’idea di abituarci a tutto, anche alle scelte politiche inconcepibili e oltre ogni legge e ordinamento, come quella di costringere in condizioni igienico-sanitarie pessime, con un solo bagno, 116 esseri umani su una nave italiana che li ha salvati da un sicuro naufragio; è una mostruosità, che non può passare sotto silenzio e restare impunita. Ecco perché stiamo presentando un esposto alla Procura di Siracusa per denunciare il ministro degli Interni di sequestro di persona».

* Fonte: Alfredo Marsala, IL MANIFESTO

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