Migranti, un gommone naufraga nell’Egeo: almeno 7 i morti, 5 i bambini

Almeno 7 persone, cinque bambini e due donne, hanno perso la vita nel naufragio nel mar Egeo di un barcone di migranti, partito dalle coste della Turchia e diretto in Grecia

il manifesto • 28/9/2019 • Immigrati & Rifugiati • 330 Viste

Almeno 7 persone, cinque bambini e due donne, hanno perso la vita nel naufragio nel mar Egeo di un barcone di migranti, partito dalle coste della Turchia e diretto in Grecia. A renderlo noto è stata ieri la guardia costiera di Atene, che ha recuperato i corpi delle vittime nei pressi dell’isolotto di Inousses, vicino a Chios. Secondo la ong norvegese Aegean Boat Report sull’imbarcazione ci sarebbero state 19 persone. I soccorritori hanno tratto in salvo 4 bambini, 3 donne e 5 uomini. Le loro nazionalità non sono state rese note.

«Questa mattina alle 10:45 – ha scritto Aegean Boat Report sulla sua pagina Facebook – – una barca in rotta dalla Turchia a Chios è scesa a nord est dell’isola di Inousses. Si crede che la barca fosse in fibra di legno e che si sia rovesciata a causa delle molte persone a bordo che l’hanno resa instabile». «Da ieri (giovedì, ndr) almeno 12 imbarcazioni sono arrivate sulle isole greche dell’Egeo con 408 persone», ha concluso la ong.

Proprio in seguito ai continui arrivi, il governo greco ha messo a punto un piano per decongestionare le isole dell’Egeo prevedendo il trasferimento sul continente di 10 mila degli oltre 24 mila migranti presenti. Ieri il ministro il ministro per la Protezione dei cittadini, Michalis Chrysochoidis, ha incontrato i governatori delle regioni interessate ai quali avrebbe chiesto di condividere l’onere di ospitare i richiedenti asilo. Allo steso tempo il ministero della Difesa avrebbe compilato un elenco di strutture militari non utilizzate che potrebbero essere rinnovate per ospitare i migranti a un costo relativamente basso.

Secondo la stampa greca Atene s preparerebbe a chiedere all’Unione europea un piano per la distribuzione dei migranti simile a quello proposto lunedì scorso per Malta e l’Italia. Come la Spagna, anche al Grecia infatti ha avuto nell’ultimo anno un numero di arrivi notevolmente superiore a quello registrato in Italia, ma entrambi a Paesi non sono stati considerati nel vertice che alla Valletta ha riunito i ministri dell’Interno di Malta, Italia, Francia e Germania.

* Fonte: il manifesto

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