Ex Ilva, chiuderla può costare un quinto della spesa dello Stato per la Cassa Integrazione

La ricerca. I consulenti del lavoro: “L’incremento di una simile spesa comprometterebbe l’equilibrio finanziario del fondo destinato alla copertura dei beneficiari della cassa integrazione straordinaria nel 2020”

il manifesto • 23/11/2019 • Lavoro, economia & finanza • 247 Viste

Il ricorso alla cassa integrazione per l’80% dei dipendenti ex Ilva potrebbe costare allo Stato 207 milioni di euro in ammortizzatori sociali nel 2020, un quinto della spesa totale. Lo sostiene una ricerca dei consulenti del lavoro presentata ieri a Roma in occasione del «Festival del lavoro – Anteprima 2020». Nel 2018, a fronte di 1,257 miliardi di euro incassati destinati al fondo per la cigs, sono stati spesi in sostegni al reddito poco più di un miliardo di euro (1,008 milioni di euro, di cui 445 per contributi figurativi). L’incremento di spesa stimato per il 2020 (dove l’ex-Ilva peserebbe fra il 20 e il 25% sulla spesa totale) comprometterebbe l’equilibrio finanziario del fondo destinato alla copertura dei beneficiari della cassa integrazione straordinaria. «È plausibile – sostengono – che qualsiasi soluzione individuata porterà a un nuovo ricorso alla cigs per un numero consistente di lavoratori nel 2020». «Dunque, nello scenario peggiore, si prevede che, dei 9.300 dipendenti ad oggi attivi nell’impianto della newco, l’80% venga posto in cassa integrazione straordinaria nel 2020, per passare al 60% nel 2021, al 40% nel 2022 e tornare alla normalità nel 2024. Inoltre, nel 2020, ai 25 milioni già stanziati per i 1.400 lavoratori dell’Am Investco, andranno aggiunti 132,7 milioni per un totale di spesa di 157,7 milioni per la sola newco.

* Fonte: il manifesto

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This