Il 49% degli omicidi è femminicidio, oggi le donne in piazza

I dati della polizia di Stato. Oggi a Roma corteo di Non una di meno

G. Mau. * • 23/11/2019 • Diritti umani & Discriminazioni, Studi, Rapporti & Statistiche • 336 Viste

L’analisi e lo studio della violenza sulle donne mostra ora con dati certi, provenienti dalla Polizia di Stato, che il fenomeno è in diminuzione nel biennio 2018-2019. Aumentano le denunce, soprattutto al nord, ma calano del 16,7% le violenze sessuali (nel 2017 erano in aumento del +14%), del 2,9% i maltrattamenti in famiglia, del 12,2% gli atti persecutori. Dunque, parlare di «emergenza» è abbastanza improprio, per una questione che è piuttosto il sintomo di una società poco evoluta, gretta e violenta, senza distinzione di sesso. Un fenomeno per arginare il quale non occorrono barricate o muri, ma cure.

Per quanto riguarda le uccisioni, i dati diffusi dalla Direzione Centrale Anticrimine nel dossier «Questo non è amore 2019», in occasione della Giornata internazionale contro la violenza di genere che si celebra lunedì (ma oggi a Roma si sono date appuntamento le femministe di Non Una di Meno per un corteo che parte alle 14 da piazza della Repubblica), parlano di una diminuzione del 4% (dal 38% al 34%) del numero di vittime di sesso femminile sul totale degli omicidi nel periodo gennaio-agosto 2019, rispetto all’anno precedente.

Di questi, secondo la polizia, un po’ meno della metà (49% a fronte del 37% dello scorso anno) è riconducibile al cosiddetto «femminicidio», ossia l’omicidio di una donna in quanto tale da parte di un uomo che nutre per la vittima sentimenti di possesso. La maggior parte delle vittime (il 67%) è straniera, l’arma più usata è quella da taglio e nel 61% dei casi l’autore del «femminicidio» è il partner.

Secondo l’esperienza maturata da quando è stato applicato il Protocollo Zeus, sottoscritto nel 2018 dalla Divisione anticrimine della Questura di Milano con il Centro Italiano per la Promozione e la Mediazione (Cpm), gli uomini violenti ammoniti dal questore tendono a reiterare il reato molto meno: nel 2018 le recidive per i soggetti ammoniti per atti persecutori si attestano sul 20% mentre salgono al 30% per gli ammoniti per violenza domestica. E solo il 10% dei soggetti trattati dal Cpm ha commesso di nuovo un simile reato dopo l’ammonimento.

* Fonte: G. Mau.,  il manifesto

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