Malta. Caso Caruana Galizia. arrestato il braccio destro del premier

Quinto giorno di manifestazioni per chiedere giustizia sull’omicidio della giornalista, trema il governo Muscat

Youssef Hassan Holgado * • 28/11/2019 • Internazionale • 305 Viste

In centinaia si sono riuniti ieri davanti le porte del Parlamento maltese. C’è chi tiene in mano cartelli raffiguranti il viso di Daphne Caruana Galizia, chi fogli bianchi con la scritta «mafia» e chi chiede ad alta voce le dimissioni del premier Joseph Muscat urlando «killers». È la quinta manifestazione organizzata a Valletta nell’ultima settimana. La rabbia della piazza ha spinto lo speaker del parlamento, Anglu Farrugia, a incrementare le misure di sicurezza per le prossime sedute. La manifestazione, organizzata da movimenti della società civile e studenteschi, ha fatto seguito alle dimissioni di Keith Schembri, capo di gabinetto del primo ministro, arrestato poi nella stessa sera di martedì, e di Konrad Mizzi, ministro del Turismo del governo laburista e all’«autosospensione» del ministro dell’economia Cardona.

Schembri è stato interrogato incessantemente dalla polizia dopo le rivelazioni che lo connettono in prima persona all’assassinio della giornalista maltese. A tirarlo in ballo Yorgen Fenech, l’imprenditore, finito ieri agli arresti per la quarta volta, che sta cercando di ottenere la grazia per le informazioni sui mandanti dell’omicidio. Sembrerebbe addirittura che Schembri abbia cercato di passare delle informazioni a Fenech nei giorni scorsi, attraverso il suo medico, per indirizzarlo su cosa dire agli inquirenti.

La collaborazione di Fenech ha accelerato di parecchio le indagini, anche se i famigliari di Daphne hanno chiesto chiarimenti al procuratore generale riguardo alla sua richiesta della grazia presidenziale.

Malta è nel pieno del caos politico che sta travolgendo il governo a guida laburista. Da tutta questa vicenda cerca di trarre il massimo vantaggio il Partito nazionalista d’opposizione, salito al governo l’ultima volta nel 2008, nelle cui file milita Jason Azzopardi, deputato e avvocato della famiglia Galizia.

Anche il quotidiano Malta Today, di cui uno dei proprietari è molto vicino a Muscat, ha iniziato a criticare il suo operato pubblicando un duro editoriale contro il premier.

David Casa, parlamentare europeo eletto con il Partito nazionalista maltese, ha chiesto un intervento dell’Unione Europea che fino ad oggi ha preferito non prendere una posizione netta sulle recenti vicende che hanno scosso l’Isola. Casa ha indirizzato una lettera alla neo-presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, scrivendo che Malta «è sull’orlo del precipizio» e che «un governo che uccide i suoi stessi cittadini non ha posto all’interno dell’Unione». Chiede a Von der Leyen di prendere in mano la situazione e di usare ogni mezzo possibile per «ripristinare lo stato di diritto» nel Paese.

Nel frattempo, sia il Partito laburista che quello Nazionalista hanno cercato di organizzare due manifestazioni per domenica prossima. L’esito non è stato quello sperato visto che entrambi i partiti hanno ricevuto pesanti critiche dall’interno. Il segretario nazionalista Adrian Delia ha deciso infatti di rinunciare alla manifestazione dopo essere stato accusato dal suo predecessore, Simon Busuttil, di tollerare tra le frange del partito due esponenti in stretto rapporto con Fenech. Matthew, uno dei tre figli di Daphne, ha scritto un tweet chiedendo ai manifestanti di non aderire alle iniziative dei due partiti e di partecipare invece alle proteste organizzate dai movimenti della società civile. Un monito importante per evitare che l’assassinio di Daphne venga strumentalizzato dalla politica, che sembra aver perso la fiducia di tutti i cittadini maltesi.

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