Malta. Imprenditore arrestato come mandante dell’omicidio di Caruana Galizia

Fenech è il proprietario di 17Black una società offshore di Dubai, considerata dagli inquirenti lo strumento finanziario attraverso il quale venivano elargite le tangenti a membri del partito laburista maltese

Youssef Hassan Holgado * • 21/11/2019 • Informazione & Comunicazione, Internazionale • 216 Viste

Tentativo di fuga fallito per Yorgen Fenech considerato il mandante dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia. Le forze armate maltesi lo hanno intercettato a bordo del suo yatch salpato alle 5:30 di ieri da Portomaso. Secondo il Times of Malta l’imbarcazione era diretta verso l’Italia anche se molto probabilmente non era questa la sua destinazione finale.

Fenech, uno degli imprenditori più influenti dell’Isola, è il proprietario di 17Black una società offshore di Dubai, considerata dagli inquirenti lo strumento finanziario attraverso il quale venivano elargite le tangenti ad alcuni membri del partito laburista maltese. In particolare, sono accusati di corruzione il capo di gabinetto Keith Schembri e il ministro del turismo Konrad Mizzi.

Inoltre, Fenech è anche il direttore generale della Electrogas, società che gestisce il progetto di una centrale elettrica di Malta e su cui Daphne stava indagando prima della sua uccisione.

A fare il nome del presunto mandante è stato Melvin Theuma, tassista maltese arrestato in un’operazione di antiriciclaggio il 14 novembre. Theuma è considerato l’intermediario tra Fenech e gli assassini della giornalista (Alfred De Giorgio, George De Giorgio e Vincent Muscat) che si trovano in carcere dal dicembre 2017 in attesa di processo.

Una confessione chiave ottenuta dopo che il premier Joseph Muscat gli ha garantito, in una lettera, la grazia presidenziale. Martedì scorso, il giorno prima della confessione di Theuma, Yorgen si è dimesso dal ruolo di direttore del Tumas Group Company Limited che detiene l’impero economico della famiglia Fenech, lasciando tutto in mano al fratello Franco. I documenti aziendali sono stati caricati mercoledì mattina nel Registro delle Imprese di Malta.

Il premier laburista, come riportato dal Times of Malta, ha affermato di aspettare il corso delle indagini prima di rassegnare le eventuali dimissioni, dato che per ora “non ci sono indicazioni riguardo un eventuale coinvolgimento di politici sull’assassinio di Daphne”.

Corinne Vella, sorella della giornalista maltese, afferma che “i nuovi arresti sono un’opportunità di ottenere giustizia per Malta e per l’omicidio di Daphne”. Oltre alle dimissioni del premier laburista, Corinne chiede la custodia cautelare di Mizzi e Schembri, gli imputati principali di tutta questa vicenda, perché “se Muscat non avesse protetto i criminali del suo governo, Daphne sarebbe ancora viva” conclude.

Secondo le statistiche del Committee to Protect Journalists (Cpj) nella maggior parte dei casi gli omicidi dei giornalisti restano irrisolti. Questa volta però, anche se sono già passati due anni, ci sono buone speranze affinché vengano incriminati gli assassini di Daphne e venga tutelata la libertà di stampa, sempre più in pericolo in Europa.

* Fonte: Youssef Hassan Holgado, il manifesto

 

photo by Ethan Doyle White [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)]

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