Di lavoro si continua a morire, operaio travolto da un macchinario

Sevel, dal 31 dicembre al 6 gennaio, è chiusa per le festività di Natale. La produzione è quindi ferma. In azienda ci sono gli addetti alle pulizie e i tecnici della manutenzione, oltre ai giovani con contratto week-end

Serena Giannico * • 4/1/2020 • Salute & Sicurezza sul lavoro • 294 Viste

È morto mentre faceva manutenzione su una delle linee di produzione nello stabilimento Sevel di Atessa (Chieti). L’infortunio letale, nella tarda mattinata di ieri. A perdere la vita Cristian Terilli, 28 anni, di Pignataro Interamna (Frosinone), dipendente della ditta «Sinergia» che, in subappalto, stava effettuando, nella fabbrica della Val di Sangro, interventi per conto della società «Comau», azienda del gruppo Fca.

E’ stato ucciso da un «castelletto di traslazione», che, con i suoi bracci, movimenta lamiere che diventano fiancate del furgone. Stava sostituendo alcuni tiranti del macchinario, quando questo è crollato e lo ha travolto, uccidendolo sul colpo. Inutili i soccorsi. Sul posto i carabinieri della compagnia di Atessa. L’area, su disposizione della Procura di Lanciano, è stata posta sotto sequestro. Il giovane lascia moglie e due figli piccoli.

Sevel, dal 31 dicembre al 6 gennaio, è chiusa per le festività di Natale. La produzione è quindi ferma. In azienda ci sono gli addetti alle pulizie e i tecnici della manutenzione, oltre ai giovani con contratto week-end. Tutte le attività, dopo la tragedia, sono state sospese. Fca in una nota fa sapere che «per quanto di sua competenza, sta collaborando attivamente con le autorità che stanno compiendo gli accertamenti sulle cause dell’incidente drammatico ed eccezionale». Esprime quindi cordoglio alla famiglia, e lo fanno tutte le sigle sindacali. «Manifestiamo il nostro dolore e la nostra rabbia – dichiara in una nota Nicola Manzi, Uilm Chieti-Pescara – per la morte di questo ragazzo che, purtroppo, non tornerà a casa. Quanto accaduto ci deve ricordare che la sicurezza è un diritto irrinunciabile, che ogni dipendente deve pretendere tutti i giorni e in ogni circostanza. Le imprese – aggiunge – devono fare prevenzione, formazione e informazione».

«Una strage continua che dobbiamo tutti fermare. L’anno comincia malissimo», commenta la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. «Abbiamo già chiesto un incontro per ricevere informazioni su quanto accaduto», scrivono il segretario Fiom Chieti, Alfredo Fegatelli, e quello nazionale, Michele De Palma.

Per la Fiom «c’è una responsabilità di prevenzione e di controllo delle imprese e delle istituzioni pubbliche». «Da anni – afferma l’Usb -Unione sindacale di base – segnaliamo situazioni pericolose che oggi a tutti appaiono tangibili, mentre in tanti hanno girato la testa altrove. Auspichiamo che i responsabili paghino per questo sacrificio». Di «strage quotidiana» parla il Pd Abruzzo. Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione: «Dicono che la classe operaia non esiste più – tuona – ma in compenso ogni giorno muore un operaio sul lavoro… anche negli stabilimenti ipertecnologici della ex-Fiat, dove si sta sempre peggio».

Sempre del Frusinate era Fabrizio Greco, di Pontecorvo, sposato e padre di due bambine, di quasi 40 anni, morto agli inizi di ottobre alla Fca di Cassino. Tra gennaio e novembre del 2019 le morti sul lavoro, in Italia, sono state 997 su oltre 590 mila denunce di infortunio presentate all’Inail.

* Fonte: Serena Giannico, il manifesto

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This