Arresto di Patrick Zaki. L’Italia continua gli affari a Egypt 2020 e non ritira l’ambasciatore

Ieri terza manifestazione a Bologna per Patrick Zaki, mentre alla fiera del gas e del petrolio le aziende italiane siglavano nuovi accordi. L’avvocato: «Rischia l’ergastolo». La famiglia Regeni accusa governo e istituzioni di complicità nella repressione egiziana

Chiara Cruciati * • 13/2/2020 • Diritti umani & Discriminazioni, Internazionale • 300 Viste

A cinque giorni dall’arresto al Cairo di Patrick Zaki, 27enne egiziano, studente a Bologna, al Corsera il ministro degli esteri Di Maio ha rivendicato l’utilità, a suo dire, del nostro ambasciatore in Egitto: «Ci permette di far funzionare tutti i canali».

Di richiamarlo di nuovo non se ne parla, sebbene in questi anni non abbia fatto fare mezzo passo in avanti alle indagini sull’omicidio di Giulio Regeni. La famiglia del ricercatore italiano, ieri, in una nota ha accusato «governi e istituzioni» di «complicità ipocrita» nella repressione egiziana e chiesto a Roma e Bruxelles «di porre immediatamente in essere tutte quelle azioni concrete che non sono mai state esercitate per salvare la vita di Giulio».

Ovvero, salvate Patrick da torture, carcere e il rischio dell’ergastolo, concreto, dice all’Ansa il suo legale, Wael Ghali, vista l’accusa di tentato golpe mossa dalla procura del Cairo.

L’avvocato dà nuovi dettagli sulla sparizione forzata del giovane, che Il Cairo ha tentato di nascondere con un verbale di arresto falso: «La polizia ha sostenuto che sia stato arrestato a Mansura, non è vero perché ha chiamato il padre mentre scendeva dall’aereo per informarlo che lo stavano arrestando e le telecamere dell’aeroporto lo mostrano mentre viene arrestato».

A parlarne a Montecitorio è stato ieri il ministro per i Rapporti con il Parlamento D’Incà (5S): «Il governo continuerà a dare priorità al caso Zaki, anche con riferimento alle sue condizioni detentive e all’esigenza di assicurare un iter processuale rapido, in vista di un auspicabile, pronto rilascio». Molto più incisiva la richiesta del presidente dell’Europarlamento Sassoli (Pd) che all’Egitto chiede l’immediato rilascio di Zaki.

Lo ha fatto ieri anche la terza manifestazione promossa a Bologna da studenti e Amnesty, mentre il Senato accademico dell’UniBo votava una mozione rivolta a governo e Ue: «Chiediamo con forza che seguano con attenzione la vicenda affinché i diritti fondamentali di Patrick Zaki non siano in alcun modo violati».

Intanto però al Cairo, il secondo giorno di fiera Egypt 2020 era segnato dai primi accordi tra Egitto ed aziende italiane, riporta in dettaglio Agenzia Nova: al gruppo Landi Renzo due accordi con Egas, Car Gas e Gastech per la creazione di una compagnia per la produzione di kit di conversione a gas per veicoli privati e trasporto pubblico e per la costruzione di compressori per 300 stazioni a gas naturale; a Saipem un accordo per la formazione dei funzionari del ministero del Petrolio; a Leonardo l’intesa con la compagnia petrolifera egiziana Pas per un centro di assistenza e servizi elicotteristici.

* Fonte: Chiara Cruciati, il manifesto

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