Contagio verso i giorni del picco, lotta al virus tra speranze e annunci

Cina. L’Oms tiene il punto: nessuna terapia è efficace. Nubi minacciose sul fronte economico

Simone Pieranni * • 6/2/2020 • Salute & Politiche sanitarie • 351 Viste

La novità di ieri sul coronavirus è arrivata dalla Cina. Secondo un media locale due medici avrebbero riscontrato il funzionamento di due farmaci su alcuni pazienti affetti dal virus. Neanche il tempo di ragionare su questa possibilità che immediata è arrivata la gelata dall’Organizzazione mondiale della sanità: al momento non ci sono terapie efficaci contro il coronavirus, ha specificato un portavoce.

CI SI AVVIA VERSO I GIORNI che dovrebbero costituire il picco del contagio del virus: mentre scriviamo i decessi sono 494, di cui solo due fuori dalla Cina (nelle Filippine e a Hong Kong, dove si annuncia la quarantena per chiunque provenga dalla Cina), i guariti sono oltre mille, mentre i contagi totali sono 24.597, di cui 24.400 circa in Cina (di questi la maggior parte è nella regione dell’Hubei).

Dai numeri si evidenzia dunque, secondo la comunità scientifica, che la diffusione fuori dal territorio cinese e in particolare dalla regione dell’Hubei non ha raggiunto cifre elevate e che il tasso di mortalità rimane tutto sommato basso, anche se al momento non si sa con precisione quanti davvero sono contagiati, tanto in Cina quanto nel resto del mondo. Il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post ha riportato le parole di Li Xingwang, capo specialista in malattie infettive all’ospedale Ditan di Pechino, secondo il quale l’aumento dei casi gravi «era in linea» con quanto previsto.

DALL’ITALIA si registrano le condizioni invariate, ovvero gravi, della coppia cinese ricoverata allo Spallanzani di Roma, mentre dalla Cina la notizia più rilevante, dopo l’annuncio dei dottori smentiti dall’Oms, è stata la ricomparsa del numero uno Xi Jinping. Un servizio sulla Cctv, la rete televisiva nazionale, lo ha immortalato mentre riceve il primo ministro cambogiano Hun Sen in una Pechino innevata.

IL RITORNO SUI MEDIA DI XI è rilevante, perché la sua assenza durata sei giorni aveva già scatenato i social con ogni tipo di rumors. Xi Jinping ha ripetuto quanto già detto in precedenza circa l’obiettivo primario di combattere il virus. Intanto la determinazione del Pcc a fare le cose per bene, ha già dato alcuni risultati: centinaia i funzionari sanzionati o messi sotto accusa per comportamenti scorretti nella gestione dell’emergenza sanitaria.

Nei servizi televisivi è ricomparso anche Li Keqiang, il numero due del partito nonché capo del governo: proprio il Consiglio di Stato (l’organo esecutivo nell’ordinamento cinese) ha deciso una serie di misure di natura finanziaria per sostenere la necessità di garantire forniture mediche in primis, ma anche cibo. Le immagini dell’esercito di liberazione che consegna pacchi nell’epicentro dell’epidemia, ha fatto il giro del web in Cina.

INSIEME ALLA PROPAGANDA, sulle reti sociali cinesi ci sono anche denunce da parte degli abitanti dell’Hubei sul trattamento ricevuto da parte dei propri connazionali: numerosi i casi di intolleranza nel paese nei confronti di persone originarie della regione; tenendo conto che in Cina il fenomeno del doxxing è piuttosto diffuso, sui social si è assistito a episodi di discriminazione piuttosto spiacevoli.

Da Pechino si registra anche una specie di ricomposizione della mini-frattura dei giorni scorsi tra Cina e Italia; da ieri infatti anche il nostro paese è tra gli «amici», come sottolineato dalla portavoce del ministero degli Esteri cinese. Bene per le aziende italiane, anche se il fronte economico è quello su cui si addensano le nubi più minacciose, specie in prospettiva di un – augurato – post emergenza.

NEI GIORNI SCORSI l’Opec ha sottolineato il rischio globale per il mercato del petrolio a causa del calo degli ordini dalla Cina, mentre Adidas e Nike hanno chiuso i propri punti di vendita in Cina, dichiarando che l’impatto del coronavirus sta già rosicchiando i loro profitti.

UNITAMENTE ai «grandi numeri» ci sono poi questioni più pratiche e immediate. La più grande fiera del mondo per gli smartphone, ad esempio, è quella di Barcellona. Si chiama Mobile World Congress e dovrebbe svolgersi tra il 24 e il 27 febbraio. Lg, un big del settore, ha annunciato che non parteciperà per non mettere a repentaglio i suoi dipendenti. Huawei, Zte e altri competitors cinesi, invece, hanno annunciato che ci saranno ma con precauzioni. Il risultato è che la fiera è in forse.

* Fonte: Simone Pieranni, il manifesto

Image by Gerd Altmann from Pixabay

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