Itali. Oltre 400 contagiati, il governatore lombardo Fontana in isolamento

Misure tampone. Il focolaio italiano si allarga in Algeria, Spagna e Polonia. In Iran i morti sono

Andrea Capocci * • 27/2/2020 • Salute & Sicurezza sul lavoro • 215 Viste

In serata è arrivata la notizia della positività al test di una collaboratrice del governatore della Lombardia. Attilio Fontana si è dunque messo in isolamento.

Eppure ieri, per la prima volta dall’inizio dell’epidemia, i nuovi casi di coronavirus registrati in Cina sono meno numerosi di quelli registrati nel resto del mondo. Lo ha annunciato ieri il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) a Ginevra.

È poco più di un dato statistico, ma il rallentamento dell’infezione in Cina è evidente: in questi giorni si registrano poco più di 400 casi al giorno, ancora molti ma decisamente meno rispetto a tre settimane fa, quando erano dieci volte tanto.

I PAESI TOCCATI DAL VIRUS sono oltre 40 e diventa sempre più difficile non parlare di pandemia. Non in tutti i paesi è in corso un contagio sostenuto e spesso si tratta di casi isolati importati da zone a rischio. Tedros ha sottolineato la preoccupazione per la situazione di Italia, Corea del Sud e Iran. Che tuttavia rappresentano situazioni molto diverse tra loro. In Corea i nuovi casi sono stati 284, e il totale è ormai oltre quota 1.200. I focolai coreani sono due. Uno è rappresentato dalla famigerata setta Shincheonji di Daegu.

Gli oltre duecentomila seguaci ora verranno esaminati uno per uno e isolati se positivi. L’altro è rappresentato da un ospedale a Cheongdo, venti chilometri da Daegu. Gran parte delle persone contagiate nel secondo focolaio hanno condiviso un viaggio in Israele.

Un rapporto della banca Jp Morgan Chase ha stimato che il numero di contagiati può arrivare a diecimila in un mese e il presidente Park ora rischia. Una petizione firmata da 600mila coreani ne chiede l’impeachment per aver vietato l’ingresso in Corea solo a chi proveniva da Wuhan.
Diverso il caso iraniano, ma è difficile valutare la situazione del paese. L’impressione è che i 130 casi ufficiali, con 19 morti, siano una minima parte dei casi reali.

LA PROPORZIONE tra vittime e ammalati è anomala e molti ritengono che il regime stia nascondendo la reale dimensione dell’epidemia. Ahmad Amiriabadi Farahani, un deputato riformista di Qom, sostiene che le vittime siano 50, smentito dal viceministro della salute poco prima di ammalarsi di coronavirus anche lui.

Quel che è certo è che diversi paesi (Emirati Arabi, Libano, Canada, Pakistan e persino Cina) registrano infezioni importate dall’Iran. Sulla base di questi dati statistici, un gruppo di ricerca canadese ha stimato in diciottomila il numero di persone infette in Iran.

IL TERZO PAESE che preoccupa l’Oms è l’Italia. I casi secondo la protezione civile sono 400. Ma Walter Ricciardi, che tiene i contatti con le agenzie internazionali per conto del governo, precisa che solo 190 di questi hanno ricevuto anche la conferma da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

Pochi i casi gravi: «oltre la metà non ha bisogno di cure ospedaliere» secondo il commissario della protezione civile Angelo Borrelli. La sezione europea dell’Oms, in visita a Roma, ha sostenuto gli sforzi italiani: «Un problema per l’Italia è un problema per l’Europa», ha detto il direttore regionale Hans Kluge, richiamando altresì i media a limitare la comunicazione alle fonti ufficiali.

Dodici le vittime e tre le persone guarite: si tratta della coppia di cinesi e del ricercatore italiano ricoverati finora allo Spallanzani di Roma e ora negativi al virus.
I nuovi casi di ieri sono 75, meno dei 95 del giorno prima ma è ancora presto per stabilire se i due focolai in Lombardia e Veneto siano circoscritti e se non ce ne siano altri.

IL FOCOLAIO ITALIANO si allarga anche al di là del Mediterraneo e persino dell’oceano: in Algeria un dipendente italiano dell’Eni è risultato positivo al coronavirus, mentre anche il primo caso di coronavirus sudamericano, un 61enne di San Paolo, era appena rientrato dall’Italia. Casi legati ai focolai italiani sono stati registrati anche in Spagna e Polonia. Non sono tutti legati all’Italia, invece, i sei nuovi casi francesi, in cui è morto il secondo paziente positivo al coronavirus. Anche le autorità francesi sono alle prese con la ricerca di eventuali «pazienti zero» e contatti da isolare. «Non c’è un’epidemia in Francia, si tratta di casi isolati» ha ripetuto per tutta la giornata il neo-ministro della sanità Olivier Véran.

SBARRATO UN HOTEL a Innsbruck per la positività di due clienti italiani, e con quello di Tenerife è già il secondo albergo messo in quarantena almeno fino ai risultati dei test. Un’altra nave italiana, la Meraviglia della compagnia MscCrociere che si trova in America centrale con 6.100 persone a bordo, è stata respinta per paura del contagio. Sulla nave un passeggero ha mostrato sintomi dell’influenza e, nonostante sia risultato negativo, tanto è bastato per chiudere i porti di Giamaica e Isole Cayman.

Cinque università statunitensi hanno annullato i loro programmi di studio in Italia e la compagnia aerea British Airways i voli su Milano.

* Fonte: Andrea Capocci, il manifesto

Immagine di leo2014 da Pixabay

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