Bahrain, scarcerato dopo quattro anni l’attivista Nabeel Rajab

Il più noto degli attivisti dei diritti umani della piccola monarchia del Golfo ha scontato quattro anni di carcere per aver condannato sui social la repressione ordinata da re Hamad bin Isa al Khalifa di tutta l’opposizione

Michele Giorgio * • 10/6/2020 • Diritti umani & Discriminazioni, Internazionale • 201 Viste

Nabeel Rajab finalmente è libero. A pochi giorni dal quarto anniversario dell’inizio della sua prigionia, il più noto difensore dei diritti umani del Bahrain è stato rilasciato ieri dalla prigione di Jau dove era stato rinchiuso per aver criticato il governo e la monarchia sui social e in alcune interviste televisive.

La sua famiglia, assieme ad amici e sostenitori, hanno accolto con gioia la notizia giunta inattesa. Rajab era destinato a rimanere in carcere fino al 2023 e non è chiaro se l’improvvisa decisione presa dalle autorità bahranite sia da interpretare come il segno di un ammorbidimento di re Hamad bin Isa al Khalifa. Il sovrano negli anni passati ha reagito ai raduni per la democrazia organizzati dall’opposizione – in buona parte formata da sciiti – usando il pugno di ferro e ordinando migliaia di arresti.

Nell’agosto 2018, 127 gruppi per i diritti umani, tra cui Human Rights Watch e Amnesty International, firmarono un appello per il rilascio immediato di Rajab, la cui detenzione è stata definita “arbitraria” dalle Nazioni Unite. La scarcerazione dell’attivista ha subito riacceso le voci dei tanti bahraniti che denunciano come le carceri del paese siano affollate di difensori dei diritti umani e di leader dell’opposizione.

* Fonte: Michele Giorgio, il manifesto

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