I funerali di George Floyd, mentre già un nuovo caso incendia gli Usa

I funerali Houston, con il «mai più» solo virtuale di Joe Biden. Ma dopo l’omicidio-spartiacque di Minneapolis spunta il video di un agente che uccide ancora un afroamericano in New Jersey

Marina Catucci * • 10/6/2020 • Diritti umani & Discriminazioni, Internazionale • 198 Viste

Si sono svolti a Houston, in Texas, i funerali di George Floyd che hanno segnato un altro momento di commozione collettiva dopo le commemorazioni degli scorsi giorni. L’ex vicepresidente e candidato democratico alla presidenza Joe Biden non si è limitato ad offrire parole di empatia, ma si è rivolto direttamente agli americani affinchè continuino a lottare per la giustizia razziale.

«NESSUN BAMBINO dovrebbe fare domande che troppi bambini neri si pongono da generazioni. Perché? Perché papà se n’è andato? Non possiamo allontanarci. Non dobbiamo allontanarci. Perché, in questa nazione, troppi neri americani si svegliano sapendo che potrebbero perdere la vita nel corso della loro quotidianità? Perché la giustizia non si snoda come un fiume potente? Non possiamo lasciare questo momento pensando ancora una volta di allontanarci dalla lotta al razzismo» ha detto Biden in un messaggio consegnato via video durante la cerimonia. Una presenza solo virtuale, quella di Biden, che ha deluso quanti dal candidato Dem aspettavano quel gesto che da settimane la base del partito chiede per ricompattarsi attorno al proprio candidato. Biden ha invece incontrato la famiglia Floyd in forma privata, ed è apparso al funerale come un ectoplasma.

IL SERVIZIO FUNEBRE è stato limitato a 500 persone, tra cui il reverendo Al Sharpton, figura storica delle lotte per i diritti civili degli afroamericani. Poche ore prima il procuratore generale del New Jersey aveva reso pubblico un video registrato dalla body cam della polizia dove si vede l’uccisione di un altro uomo afroamericano per mano di un poliziotto bianco, Randall Wetzel. Fatto avvenuto il 23 maggio, due giorni prima della morte di George Floyd a Minneapolis.

I FAMILIARI DELLA VITTIMA, il 28enne Maurice Gordon, studente del Dutchess Community College di Poughkeepsie, New York, hanno riferito alla ABC News di aver ricevuto poche informazioni sull’uccisione avvenuta a Bass Rive, in New Jersey, prima di poter visionare il video. Gordon era stato fermato per eccesso di velocità, ma dopo il fermo la sua macchina non è ripartita e il poliziotto lo ha invitato aspettare il carro attrezzi seduto nella macchina di pattuglia.

Inizialmente il fermo si è svolto come un’operazione di routine, fino a quando, dopo 20 minuti seduto nella macchina della polizia, Gordon ha provato a uscire dalla vettura. A quel punto si vede Wetzel urlargli di risalire sulla macchina della polizia; al primo tentativo di far risalire Gordon l’agente ha usato lo spray urticante, al secondo lo ha estratto dall’auto e in una colluttazione gli ha sparato 6 volte.

LE REGISTRAZIONI AUDIO e video fanno parte dell’indagine del procuratore generale e per le leggi del New Jersey tali registrazioni vengono rilasciate una volta che la fase iniziale dell’indagine è sostanzialmente completa, in genere entro 20 giorni. In questo caso però il video non è stato condiviso con la famiglia di Gordon prima della sua diffusione pubblica, come ha dichiarato al Washington Post William Wagstaff, avvocato della famiglia Gordon.

Durante una conferenza stampa il Governatore del New Jersey, il democratico Phil Murphy, ha annunciato che una giuria esaminerà il caso per considerare possibili accuse penali nei confronti di Wetzel. «La polizia ha la responsabilità di proteggere le persone che serve e ciò richiede un alto livello di responsabilità quando le cose vanno male», ha detto Murphy, ma al momento Wetzel è in congedo amministrativo retribuito, come ha confermato lunedì la polizia del New Jersey.

* Fonte: Marina Catucci, il manifesto

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