Catastrofi ambientali. Alluvione devasta zone del Piemonte

Esondazione di fiumi e crolli tra Cuneo e Vercelli. Due vittime, ritrovati i 21 dispersi. L’evento estremo ben oltre il record storico del 1958. Anche in Liguria è emergenza

Mauro Ravarino * • 4/10/2020 • Ambiente, Territorio e Beni comuni • 389 Viste

Ventiquattro ore di pioggia concentrata e intensissima con valori eccezionali su alcune stazioni dell’Arpa, ben oltre il record storico del 1958: 580 millimetri a Limone Piemonte in provincia di Cuneo e 630 a Sambughetto, in provincia di Verbania. Sono un esempio lampante delle conseguenze del cambiamento climatico (corpose precipitazioni in poche ore), che, intersecandosi con problemi idrogeologici conclamati e una cattiva pianificazione urbanistica (il troppo cemento vicino ai fiumi), hanno causato un disastro nel Nord Ovest del Paese: in Piemonte, dove si conta un morto in Valsesia e un disperso nel Cuneese, in Valle d’Aosta, un morto, e in Liguria, al confine con la Francia, altrettanto colpita dal maltempo nella zona di Nizza.

Comuni isolati, fiumi esondati (dal Tanaro al Sesia), ponti e case crollate, strade bloccate, sfollati, fango e paura. È la fotografia di un risveglio durissimo che in Piemonte ha riportato in mente le devastanti alluvioni del 1994 e 2000. Al confine tra la provincia di Vercelli e Novara, nel pomeriggio, è crollato il ponte sulla Sesia che collega Gattinara a Romagnano Sesia e che era stato riaperto al traffico appena da due ore, con le rassicurazioni dei sindaci dei due comuni: «Tutto sotto controllo». Questa è una delle immagini simbolo dell’ondata di maltempo, anche per quello che incarna un viadotto che ha una storia decennale di lavori sospesi e poi ricominciati per essere definitivamente conclusi nel 2018. E proprio per la piena del Sesia è morto Samuel Pregnolato, 36 anni, precipitato con l’auto nel fiume nei pressi di Quarona (Vercelli); sopravvissuto il fratello che era in macchina con lui, che è riuscito ad aggrapparsi ad alcuni rami e a uscire dal fiume.

Sono state fortunatamente ritrovate ventuno delle ventidue persone di cui non si avevano più notizie nel Cuneese, l’area sotto maggiore pressione. «La situazione nel comune di Limone Piemonte è una catastrofe, abbiamo strade comunali interne che non esistono più», dice il sindaco Massimo Riberi. La celebre strada romana non c’è più e acqua e fango hanno invaso anche la statale del colle di Tenda fino al tunnel che porta alla Val Roya. Ed è crollata una palazzina di tre piani in ristrutturazione accanto al torrente Vermenagna. La forza del Tanaro non ha risparmiato nemmeno il cimitero di Trappa, nella frazione di Garessio, dove diverse bare sono state trascinate dall’acqua. E non ha resistito alla piena del Tanaro neppure il ponte romano di Bagnasco.

«La situazione è peggiore di quella dell’alluvione del ’94, che fu una delle catastrofi naturali più grandi che colì il Piemonte. Ho spiegato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che adesso servono risorse per ripartire dopo questa catastrofe», ha sottolineato il governatore del Piemonte Alberto Cirio, che ha chiesto lo stato di emergenza, come ha fatto anche Giovanni Toti in Liguria, dove è stato colpito maggiormente il Ponente della regione. A Ventimiglia la situazione più critica: il Roja è esondato in più punti e il torrente Bevera in piena ha trascinato alcune auto; nell’entroterra si sono registrate frane e smottamenti. In Valle d’Aosta ad Arnad, comune posto lungo la Dora Baltea, è morto un vigile del fuoco, Rinaldo Challancin, 53 anni, schiacciato da un albero.

Il Po, che raccoglie le acque di tutti gli affluenti, si è gonfiato di quasi tre metri nelle ultime 24 ore sotto la spinta dei nubifragi. È quanto emerso dal monitoraggio di Coldiretti sui livelli del grande fiume al Ponte della Becca a Pavia. Non distante da qui, nel Piacentino, è crollato il ponte Lenzino nell’Alta Valtrebbia. Intanto, mentre il Nord Ovest si trovava sott’acqua, a Est, a Venezia, in piazza San Marco, si camminava all’asciutto, dopo l’inaugurazione delle paratoie del Mose, che hanno bloccato la prima acqua alta della stagione. «Il test è andato bene» ha dichiarato il Provveditore alle opere pubbliche Cinzia Zincone. Una giornata storica ammantata da un’atmosfera surreale. Il sistema di dighe mobili – controverso e oggetto di scandali e corruzione e da un costo lievitato negli anni – oggi, con una marea sotto i 130 centimetri, invece, non si alzerà

* Fonte: Mauro Ravarino, il manifesto

 

Foto di wileydoc da Pixabay

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