Covid-19. Vittorio Agnoletto: «Senza sanità territoriale non possiamo farcela»

Covid-19. Vittorio Agnoletto: «Senza sanità territoriale non possiamo farcela»

«Devi avere avanti una struttura territoriale che attutisca il colpo. Ed è quello che non sta avvenendo oggi in Italia»

Esce oggi, per Altreconomia, il nuovo libro di Vittorio Agnoletto, medico, docente e giornalista. Si intitola Senza respiro. Un’inchiesta indipendente sulla pandemia Coronavirus, in Lombardia, Italia, Europa. Come ripensare un modello di sanità pubblica. Un libro di storie, testimonianze, e denunce dirette. Una mappatura della tragica gestione del Covid in Lombardia realizzata grazie al dialogo, a volte anonimo, con oltre 100 persone che con il virus hanno avuto a che fare. Storie personali ed episodi fondamentali per capire cos’è successo vengono portati a conoscenza della cittadinanza. Anche quelli che politica, media e istituzioni sanitarie non hanno voluto si conoscessero. Emergono con forza le responsabilità e le mancanze dei sistemi sanitaria nazionali e locali. «Il nostro problema oggi – sostiene l’autore – è che in assenza di un rafforzamento della medicina territoriale, l’onda (pandemica) si abbatte sulle strutture ospedaliere. E vi assicuro, in termini di letteratura scientifica, che non c’è nessuno che si occupi di sanità pubblica che sostenga che la struttura ospedaliera può reggere una pandemia di questo tipo. Qualunque sia la struttura ospedaliera. È impossibile. Devi avere avanti una struttura territoriale che attutisca il colpo. Ed è quello che non sta avvenendo oggi in Italia».

Agnoletto dice di aver scritto il libro affinché «nessuno si dimentichi di quel che è accaduto» e perché «quel che è accaduto è frutto dell’azione del virus ma è certo anche frutto delle azioni, o delle non azioni, di chi aveva la responsabilità politica della nostra salute». Nel libro viene infatti raccontato come alcuni decessi siano stati evitati grazie a una catena di disobbedienze del corpo sanitario. L’autore ricorda «il primo caso a Codogno è stato identificato perché una dottoressa decise di fare il tampone a una persona che secondo le regole dello stato non sarebbe dovuta essere sottoposta all’esame».

A scrivere la prefazione al volume l’ex presidente del Brasile Luiz Inàcio Lula da Silva, conosciuto e frequentato da Agnoletto durante l’esperienza del World Social Forum.

Per Agnoletto le pagine introduttive scritte da Lula sono il punto di partenza per un ragionamento più ampio, visto che la pandemia agendo a livello globale necessita di una visione più ampia delle sole Italia o Europa. Nel libro non mancano infatti interviste e paragoni con altri sistemi sanitari. «Le pagine scritte da Lula, sono una profonda riflessione sul mondo, e sul come dopo la pandemia non possiamo riprendere da dove eravamo arrivati prima. Ma dobbiamo guardare in un altra direzione per il futuro di tutta l’umanità» dice Agnoletto.

I diritti d’autore del libro sono destinati all’ospedale Sacco di Milano perché «è una struttura pubblica che ha svolto una funzione importante durante la parte più critica della prima fase della pandemia, e lo sta svolgendo anche adesso». Per la ricerca e la realizzazione del volume, l’autore si è avvalso della collaborazione di Cora Ranci e Alice Finardi dell’equipe dell’«Osservatorio Coronavirus» e delle vivide testimonianze di cittadini e operatori sanitari, raccolte, registrate e selezionate tra le migliaia arrivate a 37e2, la trasmissione sulla sanità di Radio Popolare e all’autore stesso

* Fonte: Andrea Cegna, il manifesto



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