Manovra da 40 miliardi, riforma fiscale dal 2022. FMI: «Disoccupazione all’11%»

Assegno unico per i figli, taglio del cuneo fiscale, sconto del 30% sui contributi alle imprese meridionali che assumono a partire dal 2021, sostegno alle casse integrazioni e ai lavoratori dei settori messi in difficoltà per il covid

Mario Pierro * • 14/10/2020 • Lavoro, economia & finanza • 216 Viste

Legge di bilancio.  La rimodulazione dell’Irpef, ovvero la parte più importante di questa riforma, sarà operativa a partire dal primo gennaio 2022. Il governo sta anche pensando a un ulteriore prolungamento della moratoria sui crediti per le imprese che scade attualmente il 31 gennaio. Sono questi i punti fondamentali della legge di bilancio da 40 miliardi descritti ieri dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri alle commissioni Bilancio di Camera e Senato riunite in maniera congiunta. Fmi: «La disoccupazione all’11%, peggio fanno solo Spagna e Grecia»

Assegno unico per i figli, taglio del cuneo fiscale, sconto del 30% sui contributi alle imprese meridionali che assumono a partire dal 2021, sostegno alle casse integrazioni e ai lavoratori dei settori messi in difficoltà per il covid . E una riforma fiscale nei prossimi tre anni. La rimodulazione dell’Irpef, ovvero la parte più importante di questa riforma, sarà operativa a partire dal primo gennaio 2022. Sono i punti principali della legge di bilancio da 40 miliardi descritti ieri dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in un’audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato riunite in maniera congiunta per esaminare la nota di aggiornamento al Documento di Economia e finanza (Nadef). Entro venerdì prossimo il governo intende approvare il documento programmatico di bilancio che contiene le linee guida della manovra da inviare a Bruxelles entro la metà del mese. Prima, entro giovedì, il parlamento dovrà approvare un nuovo scostamento di bilancio da 24 miliardi di euro.

IL VOTO si preannuncia a rischio per la maggioranza a causa delle assenze causate da contagi e quarantene fiduciarie. «I numeri questa settimana ci sono, sia alla Camera che al Senato, ma in una situazione di questo tipo serve una responsabilità comune di tutte le forze politiche» ha detto il capogruppo Pd alla Camera Andrea Marcucci. «Auspico che il clima di leale collaborazione» possa «conservarsi anche in vista del voto sul prossimo scostamento di bilancio», ha detto a Palazzo Madama il presidente del Consiglio Conte. Il centrodestra potrebbe votare contro il governo sulla nota di aggiornamento al Def ma potrebbe astenersi sullo scostamento di bilancio. Tale astensione dovrebbe comunque spingere la maggioranza a dimostrare di avere la maggioranza assoluta.

GUALTIERI ha inoltre confermato le sue stime ottimistiche per la manovra di quest’anno. Il crollo del Pil si fermerà al 9%. «Nello scenario peggiore – ha detto – è incorporato un aumento molto forte dei contagi con restrizioni molto marcate in Europa, che oggi non è lo scenario più probabile, e in quel caso la stima di crescita sarà di meno 10,5%».

IL NUOVO World Economic Outlook, pubblicato ieri dal Fondo monetario internazionale, il Pil calerà invece del 10,6%, meno del 12,8% stimato in luglio, ma più del -9% previsto dal governo. Per il 2020 il rimbalzo è atteso 5,2%, ovvero 1,1 punti percentuali in meno rispetto a giugno e meno del +6% previsto dal governo. Il debito italiano è invece previsto salire al 161,8% quest’anno con un deficit al 13%. Per Gualtieri, invece, il debito si fermerà quest’anno al 158%, il rapporto scenderebbe al 151,5% nel 2023. Il ritorno della crescita a livelli pre-Covid è atteso «nel terzo trimestre del 2022».

«STIAMO riflettendo e valutando un ulteriore prolungamento della moratoria sui crediti» per le imprese «che scade attualmente il 31 gennaio» ha aggiunto Gualtieri. Secondo il ministro dell’economia si prospetta inoltre una «revisione e riqualificazione della spesa corrente» che andrà a beneficio dell’«l’istruzione e la ricerca».

PER L’FMI l’impatto del coronavirus sul mercato del lavoro in Italia sarà pesante: la disoccupazione crescerà all’11%, nel 2021 all’11,8%. Peggio faranno solo Spagna con 16,8% e Grecia con oltre il 19%. L’inflazione sarà immobile con una crescita dello 0,1% seguita da un +0,6% nel 2021. Questi fattori porteranno a un forte calo della domanda interna che l’Fmi stima al 9,7% e in crescita del 6 % nel 2021

* Fonte: Mario Pierro, il manifesto

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