Nigeria. Grazie alla protesta sciolta la squadra della polizia violenta

Mobilitazione senza precedenti con l’appoggio di celebrità e star musicali. Il presidente Buharu si piega alla campagna EndSARSnow e scioglie L’«Unità Sars», responsabile di uccisioni e torture

Stefano Mauro * • 13/10/2020 • Diritti umani & Discriminazioni, Internazionale • 261 Viste

La presidenza della Nigeria ha annuncia domenica 11 ottobre «lo scioglimento con effetto immediato» della Squadra speciale anti-rapina (Sars) dopo una settimana di forte mobilitazione della popolazione nelle strade e sul web. Una protesta nata sui social network con l’hashtag #EndSARSnow e cresciuta dopo la trasmissione di un video che mostra alcuni agenti della Sars mentre uccidono a sangue freddo un uomo a Ughelli, nello stato del Delta meridionale.

L’ondata di indignazione popolare nei giorni scorsi si è tradotta in manifestazioni da Lagos ad Abuja, la capitale federale, dove la forze anti-sommossa hanno usato gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili di gomma per disperdere i manifestanti. Negli scontri sarebbero morti un manifestante nello stato di Oyo e un agente di polizia, Etaga Stanley nello stato del Delta. Secondo il quotidiano nigeriano The Guardian ci sono state «decine di arresti».

Il movimento #EndSARSnow è visto dall’opinione pubblica nigeriana segna una vera svolta. Molte celebrità nigeriane e pesi massimi dell’industria musicale, come Davido e Wizkid, si sono infatti uniti alla protesta, contribuendo alla sua diffusione. Numerosi attori e cantanti «non hanno esitato a sfidare apertamente i politici o il presidente Muhammadu Buhari sui social network».

«Il video incriminato è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, come l’omicidio di George Floyd e il movimento I can’t breathe – ha affermato su Twitter il cantante statunitense di origini nigeriane Davido – visto che la Sars e molti poliziotti da sempre praticano estorsioni, arresti illegali e torture nei confronti della popolazione civile in Nigeria».

La Sars è stata fondata nel 1992 per far fronte all’aumento della criminalità e della mafia nigeriana, ma in questi anni sono cresciuti in maniera esponenziale i cittadini che accusano l’unità di «utilizzare indiscriminatamente le stesse violenze delle gang per le quali era stata istituita».

Da parte sua, la polizia ha assicurato che gli agenti della Sars saranno riassegnati ad altre unità e che verrà istituita una «squadra speciale per il monitoraggio dei crimini commessi contro i cittadini». L’ispettore generale Mohammed Adamu, che in precedenza aveva respinto la prospettiva dello scioglimento, ha ripreso l’annuncio del presidente Buhari e ha annunciato nuove misure «in risposta ai desideri del popolo nigeriano».

Secondo il direttore di Amnesty International in Nigeria, Osai Ojigho, «l’annuncio non soddisfa ancora le richieste di giustizia per gli abusi commessi dalla polizia in generale e il governo deve dichiarare quali strumenti utilizzerà per garantire indagini nei confronti dei poliziotti indagati e per difendere i cittadini».

«Non è finita – ha twittato Davido domenica – non si tratta solo di Sars, ma di porre fine alla brutalità della polizia e di avere una legge e un governo che tutelino la popolazione»

* Fonte: Stefano Mauro, il manifesto

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